Ho sempre avuto bisogno del mio tempo per me.
Non avrei mai pensato di aver bisogno di te quando le lacrime solcano il mio volto.
Ed i giorni sembrano anni quando non ci sei e sono da solo,
ed il letto dalla tua parte è ancora fatto.
...
Da quando te ne sei andata,
manchi ai frammenti del mio cuore.
Da quando hai preso le distanze
le parole di cui ho un dannato bisogno di sentire mi trapassano dentro.
Ma ora non sono altro che un'eco disperso che rimbomba nella mia testa mentre tutto fuori è silente.
...mi manchi, e non lo sai. Non lo puoi sapere, il quanto. Forse non lo sapevo nemmeno io quanto mi saresti mancata.
Mi ritrovo a scrivere queste righe per cercare di estirpare le fiamme di un dolore che non so nemmeno io come descrivere, perchè è dolore, punto e basta.
Quello che più mi spaventa è che più mi affanno a lambire queste fiamme per strapparle via e più sono consapevole di non poterle afferrare.
Anzi, bruciano ancora di più. E scottano.
Scottano come l'elenco infinito di delusioni di tutte le mie aspettative e che non sono stato in grado di soddisfare, di realizzare. Di realizzare in tempo.
Un tempo che pensavo di avere, ma su cui molto probabilmente ho dormito sopra.
Non posso fare a meno di sentirmi in colpa per non essere "abbastanza".
E a poco importano i cambiamenti che ho fatto, alle piccole conquiste che sono riuscito ad ottenere con tutte le forze, soprattutto nell'ultimo periodo, anche se forse, l'incanto si era già dissolto.
Per questo mi sento in parte "bello e senz'anima", come una bella automobile, ma dal motore difettoso.
Cerco di convincermi che quelle piccole vittorie mi abbiano aiutato a recuperare un po' me stesso, aggiungendo anche qualcosa di nuovo, ma sono prive di sapore, ora, e mi sembrano tutte vane.
So solo che mi manchi come il respiro. Da una parte vorrei incatenarti per non permetterti di andare via, ma così diventeresti come un passerotto chiuso in gabbia che non canterebbe più. E se c'è proprio una cosa di cui ho da sempre avuto premura è proprio la tua libertà.
Non puoi imprigionare qualcosa di cui ne hai sempre amato la bellezza in tutta la sua libertà di esprimersi. Per questo non mi sono mai imposto. Per questo non ho mai voluto o desiderato darti una mia, di forma.
Per questo ho cercato di prendermi cura di te come il fiore più prezioso del mio giardino.
Forse, in fondo, ho sempre saputo fin dall'inizio che avresti potuto, un giorno, spiccare il volo e andare via. Dopotutto l'universo intero ti appartiene...ti è sempre appartenuto.
La verità è che mi ha sempre spaventato questo, ponendola alle mie spalle facendo finta di non vederla.
Forse è questa la mia più grande colpa, dando per scontato che almeno una favola, un mio desiderio, si avverasse, con tanto di lieto fine. Ma, in fondo, sapevo anche questo. Perchè la vita non è proprio come una fiaba: qui si sanguina davvero, e penso di saperlo fin da quando ero piccolo...
...quando i migliori amici mi facevano il voltagabbana per prendermi per il culo...quando mi ritrovavo a non avere una famiglia "normale" e mi domandavo il perchè...quando mi rendevo conto di non avere le possibilità materiali di tutti gli altri...quando mi beccavo le mazzate e non sapevo il perchè...
...ecco il perchè ho sempre cercato di tenere a bada il mio sognare. Per paura. Ed ora mi ritrovo come Cappuccetto Rosso mentre ha davanti il lupo nero, enorme e famelico, nel mezzo del bosco.
Vorrei trovare un motivo per odiarti con tutto il fiato in corpo, per giustificare il dolore che provo, ma non ce ne è nemmeno uno. E non ci riesco.
Vorrei dirti che è non è stato facile per me lasciare tutto ciò che avevo, anche se avevo il sorriso sulle labbra.
Vorrei dirti che hai sempre saputo che tutti i miei vestiti erano in un solo cassetto, e che ti avrei seguito scalzo sino in capo al mondo, pur di starti accanto. E' sempre stata questa la misura in cui ti ho amato. L'unica persona al mondo a cui poter dedicare la mia vita. Ma non è una colpa, questa, anzi...è un onore per me.
Vorrei trovare un solo motivo per scagliarti addosso tutta la rabbia che provo, ma la sola ed unica verità è che profondamente odio me stesso e non riesco a perdonarmi per la mia pochezza, per la mia superbia e per il mio non essermi saputo imporre quando magari potevo, al costo di farti soffrire.
Non mi perdono per aver forse bruciato i tempi, e al tempo stesso, essermela presa troppo comoda.
Ma il rimpianto serve a ben poco, anche se brucia e rimane come segno indelebile. Sei indipendente, già qualcun altro scalda il tuo cuore, sei uno splendore di donna.
E poi, penso sia impossibile odiare veramente ciò che ami da sempre. Vorrei odiarti, ma non ne sono capace. Di tutte le persone che conosco, sei forse l'unica che io non riesca ad odiare. E non so se per il fatto che ti sento come parte di me.
Ma come ti dicevo qualche giorno fa, amare non è la stessa cosa di essere innamorati. E lo sto capendo ora più che mai.
Grido rivolto al cielo: "Innamorati di me!", ma le stelle mi osservano mute, un po' come i tuoi sguardi, dalle labbra sigillate per non dirmi a voce "Non funziona così, è impossibile." e non ferirmi.
So che soffri anche tu per questo. So che la mia sola presenza ti fa soffrire. Ma per quanto amore possa io provare per te, nonostante tutto, ora sto solo cercando di non cadere in ginocchio, di non cadere a terra, perchè sono fragile. L'unico punto mio vulnerabile.
E devo a tutti i costi pensare a me stesso. A sopravvivere al mio stato di necessità. Ad essere egoista e a non esser sopraffatto dal mostro peggiore di tutti: me stesso.
Mi sento tanto come il vento, che tutto sfiora e nulla tocca.
Mi sento come qualcosa di rotto, come un giocattolo che non diverte più. Magari è anche vero. Ma, per quanto intangibile come idea, fa male lo stesso.
E non puoi capire quanto tu mi manchi, anche se non sei mai stata mia.
...I miss you...
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[Luca De Simone]
[Luca De Simone]
