25 gennaio, 2023

...per àspera ad astra...

 


«...Ho amato troppo le stelle
per avere paura della notte.»
[Sarah Williams, "Il vecchio astronomo"]

Ennesimo imprevisto.
Ennesima bega da risolvere.
E, mentre una parte di me non sa se ridere o piangere, un'altra parte lascia correre, d'innanzi all'inevitabilità ed imprevedibilità della vita.
Mi sciacquo il volto con acqua fredda per frenare un po' i pensieri che galoppano come cavalli selvatici, colgo un attimo e mi guardo allo specchio.
Mi ripeto: "Ricordati del sorriso", divenuto ormai un mantra che assomiglia ad una lanterna accesa e mi aiuta a tenere la rotta.
Ci provo, perlomeno. Il tentativo varrà pure qualcosa. Anche se in mezzo al mare, talvolta, diventa complesso governare la nave.
Avere il controllo di tutto è pura illusione.
E, se proprio bisogna avere qualcosa, è la padronanza di sé stessi e, come dice Vasco, sorridere dei guai.
Di essere coscienti. Presenti. Consapevoli di poter agire prontamente.
Alle tempeste.
Alle risacche.
Ai venti avversi.
Ai mari piatti.
E alle notti di novilunio.
Ma anche ai venti in poppa, alle correnti che sostengono.
Ai cieli stellati.
E affrontare i giorni così tanto pieni di domande da sfiancare la forza d'animo.
Quei giorni in cui ti senti accerchiato da te stesso e ti senti frastornato dalla confusione.
Dalle incertezze.
Dalla fugacità e dai timori.
Ed in questo vorticoso caos di pensieri, riflessioni e quesiti, in cui il sentire si fa distintamente più acuto e penetrante, provo a rallentare, a respirare, e ricordare.
Pettino, piano piano, i miei aculei da istrice, perchè ho scoperto che praticarsi un po' di gentilezza ammansisce il dissidio e dissolve la rabbia, rendendo tutto un po' più nitido per districare i nodi.
Ma anche per allontanarsi da se stessi e ovattare il troppo sentire.
Da me.
Di me.
Degli altri.
Pettino i miei aculei forse per cercar di riallinearmi e riorientarmi, con il profondo augurio di riuscire, in qualche modo, a toccarmi l'anima così a fondo da sfiorare la mia essenza. 
Abbracciarla per ricompormi ed attingerne nuova forza.
In questo mondo così strano, tragico, eppur meraviglioso al tempo stesso.
Così pieno di verità e contraddizioni.
Così pieno di trasformazioni.
In cui è forse più semplice riconoscere le grazie altrui che le proprie e, al tempo stesso, sapere che si può riconoscere solo ciò che è già dentro di noi. Ciò che già siamo.
Forse è qui il senso di quel "Ricordati di diventare chi sei", camminando sui sentieri che hanno cuore.
E umanità.
Sempre verso il sole.
Per arrivare fino alle stelle.
Per àspera ad astra.

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[Luca De Simone]