07 luglio, 2024

...la zucca che sognava...

 

...c'era una volta una zucca, sognatrice e avventurosa. Era affascinata dalle stelle e spesso si domandava come portare un po' della luce del sole anche quando tutto dormiva. Voleva indicare ai sogni un sentiero conosciuto da seguire, così anche quelli un po' più impacciati, finalmente, non sarebbero più inciampati. Non aveva mani per indicare la via e, a dir la verità, era un po' maldestra nel rotolare, con la sua forma strana. Il tempo passava e più quel desiderio diventava sempre più grande, più sentiva scavare una specie di vuoto dentro di lei. Cresceva, ma si sentiva sempre più sorda. I pensieri riecheggiavano dentro di lei, tanto da confondersi e non riuscire ad ascoltarli chiaramente.
Così, una notte speciale di tanti anni fa, apparve, silenzioso, un bambino con una lanterna. La guardò incuriosito, poi posò una mano su di lei. 
"Tranquilla. Ora faremo una magia." le disse. "Io? Beh, cara zucca, mi piace passeggiare sotto le stelle. E poi, è il momento migliore per incontrare i sogni, perché escono a giocare.".
Rimase un attimo in ascolto, poi replicò: "Ricorda: nulla è come sembra. Ora capirai...".
Le disegnò prima un grande sorriso, un bel naso, poi due grandi occhi per vedere. La zucca si rallegrò: ora poteva vedere, sentire i profumi e poteva parlare. Si sentì subito più leggera e inebriata dall'aria nuova che entrava dentro di lei. "Grazie, amico mio! Ci voleva proprio! E, a dirla tutta, non è che mi andasse tanto di diventare una zuppa!".
In due risero di gusto.
"Abbiamo quasi fatto, amica mia." le sussurrò il bambino. "Che ne dici di un bel cappello? Così, quando avrai troppi pensieri ti basterà sollevarlo e voleranno liberi".
"Proviamo!"
"Ti scombussolerà un poco, ma vedrai...". Con attenzione, le intagliò un bel cappello, poi lo sollevò.
"Mi sento davvero più leggera, sai?".
Il bambino le sorrise e, con grande delicatezza, raccolse nella sua mano tanti semini che le erano cresciuti dentro. Poi prese una candela dalla tasca, ne accese lo stoppino con la fiamma della sua lanterna, e la mise all'interno della zucca. Con un tocco d'arte, le rimise sulla testa il suo cappello. "Ecco fatto. Ora sei una stella anche tu. Sei felice ora?".
"Molto! Grazie! Ora posso festeggiare! Ma toglimi una curiosità: cos'hai raccolto dentro di me?".
"Questi...", le rispose il bambino sorridendo. "Sono alcuni dei tuoi sogni più lucenti, ma erano rimasti a lungo aggrappati in un groviglio di pensieri. Ancora dormono, sembrano piccoli solo perché ancora non sono germogliati. Sai, stanno sognando anche loro."
La zucca, sorpresa, domandò: "Sognano anche i sogni?"
"Certo, amica mia! Forse ci vorrà un po' di tempo prima che si sveglino e si riconoscano. Li lascerò riposare qui vicino a te e ti prometto che passerò ogni sera, con la mia lanterna, a controllare.".
"Ecco dove erano! Pensavo di averli perduti!" sfuggì alla zucca.
"Te l'ho detto: niente è come sembra. Sono solo rimasti dove si sentivano più al riparo. 
E, poi, i sogni sono parte di te. Non si perdono mai.
Se, poi, li metti nel posto migliore, vedrai che meraviglia!". 

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[Luca De Simone]