Mabon.
"Dio cacciatore figlio della luce e sabbat dell'equinozio d'autunno, simbolo dei misteri, tempo di equilibrio, dove la notte e il giorno sono ugualmente suddivisi, ma in cui la luce inizia a diminuire a favore dell'oscurità.
È accogliere ciò che la terra dona, imparando a godere di ciò che si ha.
Acqua dell'Ovest, la sua magia è abbandono, accettazione e preparazione alla trasformazione.
È una festa non facile da comprendere: contiene gratitudine e malinconia, trasformazione e declino, abbandono e riorganizzazione, celebrazione e addii, solitudine e socialità."
È trascorso un anno esatto da quel sabato piovoso in cui siamo tornati a casa insieme. Sentivo, quando mi svegliai, che qualcosa di importante sarebbe accaduto, anche se non sapevo bene cosa. Poi ci siamo incontrati. Ricordo bene quella sensazione: come se due filamenti del destino, sfilacciati dagli eventi, si fossero uniti, senza nodi, senza punti. Semplicemente uniti, come se così dovesse essere.
Ci siamo trovati e salvati a vicenda in tutti i sensi, soprattutto quando ci siamo trovati appesi ad un filo. La nostra vita è cambiata, e la connessione diventata ancora più forte.
Siamo creature diverse che eppure si parlano senza necessità di parole, senza filtri, sentendo le vibrazioni sulla pelle dell'anima.
Così inaspettatamente simili e affini.
Quante ne sono successe in queste dodici lune!
Eppure siamo qui, ora, accoccolati sul divano, sentendoci al sicuro in questo bene che non ha condizioni.
Così, come quando ogni giorno apro la porta, anche se sono io a tornare, non mi stancherò mai di dirti "Bentornato a casa, Mabon!" e festeggiare il nostro ritrovarsi, custodi della luce che portiamo dentro di noi, in un equinozio che in realtà perdura sulla linea del tempo.
[Luca De Simone]




