15 settembre, 2022

...la luce trova sempre un modo di farsi vedere...


Guardo l'arcobaleno in questa giornata settembrina.
Piove ed il sole tramonta.
Fuoco e acqua.
Mi raccolgo, sfiorandomi, e mentre l'asfalto scorre, respiro l'elettricità che ancora è sospesa nell'aria.
E il petricore mi rilassa.
Aria e terra.
Anche gli elementi si raccolgono.
Osservo quell'arcobaleno, riflesso di ciò che vedo.
E di ciò che sono.
Di ciò che sento.
Perchè i suoi colori, quelli che percepisco, sono i miei.
Ed i colori non si possono spiegare. Ci sono.
Li percepisco.
Li sento.
E non li posso vincolare alla ragione: appartengono ad un altro tipo di vibrazione.
Non li posso raccontare.
Anche se, da una parte, dentro di me, c'è sempre quella domanda "Li vedi anche tu? Vedi anche tu quel che vedo io?".
E la risposta, in realtà, si sente sempre.
Non ha bisogno di parole.
È l'eco di un qualcosa che trascende, perchè è leggerezza dell'anima. Leggerezza di cuore.
Che oltrepassa i muri.
E, quindi,
così forte da unire.
Collegare.
Connettere.
Cum-nèctere: insieme unire, intrecciare.
Un po' come la vita stessa con i suoi, di intrecci.
Tra ordito e trama, persone ed anime.
Colori che, come filo, abbracciano avvolgendosi attorno; altre volte annodano.
Ed anche i nodi non sono tutti uguali.
Alcuni stringono per aggrapparsi, cuciono, rattoppano, decorano.
Altri, invece, formano un punto fermo, palesando sempre più un particolare nel disegno dell'arazzo del destino.
E che tu lo veda o meno, è lì.
Sempre lì. Senza condizione.
Essenziale.
Anche dopo l'arcobaleno.
Perché ormai fa già parte di te.
Ed è, quindi, diventato importante.
Racconta la tua storia e, soprattutto, parla di te.
Minuscolo ed infinitesimale dettaglio che offre profondità alla prospettiva, dandogliene senso; risaltando ancor di più in quel contrasto, oltre le righe.
Dopotutto,
l'arcobaleno,
è luce che filtra.
Da dentro.
E la luce, sai, trova sempre il modo di farsi vedere.
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[Luca De Simone]