#0 - PROLOGO
"... sembrava una consegna come tutte le altre: rapida e non indolore. Osservava il pacco distrattamente, mentre le ruote scassate del carrello faticavano a tenere il suo passo veloce.
Fu distratto dagli areatori cigolanti della depurazione che, come ogni giorno, diffondevano nel caldo torrido della giornata il proprio olezzo dei miasmi rivoltanti. Impregnavano ogni vestito di quel tipico odore fetido dolciastro. Gli ricordava vagamente il pessimo bourbon sciacquabudella che quello smilzo di Frankie rifilava agli avventori, tra la quarta e la nona di Bega Street.
Giunse a destinazione rapidamente, ma invece di sentirsi soddisfatto del compito portato al termine, dentro di lui sentiva che questa volta c'era qualcosa di diverso.
Aveva la sensazione che qualcosa fosse fuori posto, che non appartenesse a quel contesto. Ed in genere erano quasi sempre ulteriori problemi.
Sbuffò sommessamente per non farsi notare davanti a tutti. Lui adorava mantenere un profilo basso. Ed era anche uno specialista nel farlo. La sua divisa da operaio comune lo mimetizzava ulteriormente in mezzo a tutta quella folla, rendendolo quasi invisibile. Il che gli permetteva di agire liberamente e indisturbato anche in pieno giorno.
Con la coda dell'occhio cercò il ricettatore, puntuale come l'arrivo di una sbronza da birra; ma non riuscì a trovarlo.
Si iniziò ad agitare.
Lui detestava quando le cose non andavano secondo i piani. Eppure era un lavoretto semplice. Toccata e fuga.
Che qualcuno avesse fatto una soffiata?
Stava già iniziando a ripercorrere la sua lista nera quando si accorse di essere in anticipo.
Gli sfuggì una piccola smorfia dentro di sé: era la consapevolezza che avrebbe aspettato due volte.
Aveva ancora tempo. E avere tempo gli concedeva comunque un vantaggio.
Decise di guardarsi intorno, guidato dal suo sesto senso.
Lo trovò.
Il messaggio era stato occultato sapientemente in piena vista.
Un piccolissimo dettaglio. Un altro enigma da risolvere.
Il mistero di infittiva..."
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[Luca De Simone]
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