29 giugno, 2021

...raggiungersi...


 ... perché alla fine, prima o poi, arriva quel momento in cui ti stanchi.
È inevitabile. Ti ritrovi ad avere il fiato corto, il cuore che palpita rapido e inizi a sentire la stanchezza che si dirama dentro di te come una rampicante; come se una forza arcana iniziasse a ghermirti, invitandoti a fermarti.
In quel preciso momento l'istinto spinge a divincolarti, come un animale in una rete.
Talvolta ti riesce, altre no, ma sempre con un grande dispendio di energie.
La corsa e la fatica esigono il loro pedaggio, il loro tributo. Una regola scritta nell'etere in una lingua che non è fatta di parole.
Altre volte ti arrendi, un po' per orgoglio, con vanità, con quella voglia di rovesciare il tavolo; un po' per sfinimento, con un velo di cinica accidia, con vacuità.
Fai resistenza. E più fai resistenza, più l'impatto si fa duro. E questo vale sia per il corpo, sia per l'anima, sia per il cervello. La cosa buffa è che questo lo scopri quando da bambino impari a fare i tuffi. O quando, solo per curiosità, sempre da bambino, mettevi fuori il braccio da finestrino, facendo danzare la mano come un delfino o come l'ala di un falco.
Perciò potrebbe accadere per un momento, per un brevissimo momento, mentre la stanchezza ti sopraffà, di vedere il tempo fermarsi per un istante e scorgere il tuo, di respiro. Di quelli capaci di riempirti i polmoni e il cuore.
Perché, dopotutto, non è forse vero che, quando il tempo si ferma, anche il caos diventa ordine?
Ed allora, mentre una nuova prospettiva si dipinge davanti a te, tu rifletti. Senti e sentiti.
Accorgiti che la tua stanchezza, qualunque sia la sua natura, non è altro che un punto di vista, forse troppo lontano per mostrarti ciò che in quel preciso momento è importante per te.
Spostati di lato e cambia gioco, se non puoi cambiare le regole.
O, semplicemente, fermati, siediti, chiudi gli occhi, respira e ricomincia; ma questa volta fallo partendo da te.
E fallo per ciò che è importante davvero.
Perché, per come è fatto il mondo di oggi, ti spingeranno sempre a correre per qualcosa o per qualcuno. Solo in pochi ti inciteranno a farlo per spiccare il volo. Tutti gli altri vorranno solo fare correre più veloce il loro cocchio.
Fregatene di dover scalare l'Everest perché te lo hanno chiesto, quando a te piace passeggiare nei boschi o guardare le nuvole seduto sui gradini di casa perché ti rende felice.
La stanchezza ti dice solo che non è più il momento di correre in questo mondo frenetico.
Ti dice che ogni battuta d'arresto è un nuovo inizio.
E che il primo premio è solo un miraggio in un deserto.
E poi ricordati che il mondo è tondo.
E ci ritroviamo sempre, ovunque ci porti il nostro incedere, allo stesso punto di partenza.
E quel punto di partenza sei tu.
Quel tuo io dal volto di bambino, che ti sorride.
Dove tutto ha inizio.
Semplicemente tu.
Perciò, quando ti sentirai stanco, sii felice... perché ti sarai finalmente raggiunto.
_ _ _ _ _ _ _
[Luca De Simone]