L'acqua versata nel suo bicchiere, per primo.
La porta aperta per lei.
Il vestirla del pigiama mentre è stanca e assopita, metterla a letto e rimboccarle le coperte.
Animare un coniglio peluche per darle la buona notte.
Adottare una lumachina trovata sul cancello di casa.
Guidare per lei.
Sospirare per lei.
E anche piangere lacrime per lei.
Rifare ordine e creare qualcosa di nuovo.
E' solo parte di ciò per cui non c'è bisogno di parole, gesti e pensieri di sentimenti che parlano da sè.
Superfluo aggiungere parole, perchè snaturerebbero tutto il vero senso profondo.
Sarebbe come dire che due sinonimi sono la stessa cosa, e so bene che non è vero: per quanto simili, due parole diverse, hanno diversi significati.
E così è qui, così è ora.
Non ci sono parole per un bacio. Solo il bacio, quel bacio, può parlare per sè e di sè, in questa misura.
Anche per questo nulla è banale, tutto è importante, in questo meraviglioso quadro chiamato «vita».
Sensazioni,
emozioni,
fremiti di cuore che sono linguaggio e chiave di tutti i miei gesti, dal primo all'ultimo. Di tutto.
Una misura che non ha un poco o un molto, ma semplicemente «è».
E'.
E' devozione pura, coinvolgimento, passione, amore e coscienza.
Consapevolezza che ogni gesto è pieno di me stesso, ha un senso proprio e compiuto, il mio posto nell'universo in cui risiedo, riempiti della sola preziosità che possiedo: la mia vita.
Gesti senza parole attraverso cui la dono, senza volere nulla in cambio.
Perchè amore è amore.
Amore è anche prendersi cura di chi si ama, difendendola da tutto ciò che è cupo, atro e tetro, perchè la vita è racchiusa nel sorriso.
In sorrisi che spesso vanno dischiusi dai bozzoli di pietra creati da noi stessi, ma con la delicatezza e la pazienza con cui si coltiva un germoglio. Con il giusto tempo, senza fretta.
E una volta dischiuso, ci sarà consapevolezza, sia nel germoglio delle amorevoli cure, sia in quelle mani che il germoglio non hanno dischiuso, ma che hanno aiutato a dischiudere.
Crescita, maturazione.
Coscienza di tutti quei gesti che valgono più di mille parole messe insieme.
Ecco, dunque, le farfalle.
Ma dei demoni che dire?
Preoccupazioni e timori del quotidiano che fanno parte della natura umana, del proprio desiderio di voler migliorarsi, delle fatiche per realizzare i propri traguardi, passo dopo passo.
Preoccupazioni e timori di ferite psicologiche che lentamente guariscono per uno zotico e ignorante datore di lavoro che ha minato il proprio equilibrio.
Timore per la salute di chi amo.
Timore di sbagliare, di poter fare molto di più e di non fare abbastanza.
Timori di sapere cosa sarà domani, in un mondo in cui si da per scontato che tutti abbiano esperienza per essere accetti e nessuno offre l'opportunità di farti crescere ed educarti professionalmente.
Un mondo che sembra esser sfuggito di mano dalle persone, senza controllo, e a pagarne le conseguenze è il futuro di persone come me.
Ma non me la prendo con il cielo.
So in cuor mio che la mia volontà mi sostiene, e in qualche modo una o più soluzioni ci sono.
Dopotutto se un sentiero termina, non significa che termini il cammino: basta prendere una direzione crearne uno nuovo.
Cambia solo lo scenario, ma la vita non cambia mai: è sempre forte e sa badare a se stessa.
Per questo, nonostante tutto, ho piena fiducia il lei.
E in me.
Ed è questa la dignità dei miei sorrisi,
ma soprattutto dei miei gesti di amore, senza condizioni, oltre ogni limite apparente.
Sì, continuo ad essere devotamente innamorato, oggi come prima, come bimbo e piccolo uomo al tempo stesso, senza riserve, con sempre più coscienza.
...ciò che, racchiuso, si dischiude...
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[Luca De Simone]
[Luca De Simone]

