15 maggio, 2007

...scelte...

 

Per un istante rimango immobile.

Chiudo gli occhi lentamente.
Sudo per il caldo, ma il vento mi rinfresca.
Ed è piacevole.
Distensivo.
Appagante.
Un po’ come quando la parrucchiera mi lava i capelli, massaggiandomi il capo.
Mi sono fatto ribelli colpi di sole rossi.
Ribellione dalle catene della mia severità.
Ci sto lavorando.
Non è semplice, ma ci provo.
È un continuo cercare di addestrare il proprio istinto acquisito.
Rifiutato con prepotenza da quello indotto, di reazione.
Una duplice natura che necessariamente deve imparare a coesistere.
A equilibrarsi vicendevolmente.
Per non catabolizzare se stessi.

Apro gli occhi e vedo bianche nuvole sospinte dal vento.
Hanno forme particolari.
Alcune le ricordo bene.

L’aria in movimento fredda un poco l’irritante inferno di dentro, forse per il suo contatto invisibile sulla mia pelle.
Provo sollievo per ciò.
Perchè sono carezze al mio tatto.

Ho voglia di vedere nessuno.
Di sentire nessuno, compreso me stesso.
Ciò che desidero in questo momento è essere vuoto.
Lasciarmi guidare dal vento ovunque sia.
Sto bene.
Il lavoro mi soddisfa.
A casa tutto ok.
Amici idem.
La salute non manca, anche se ho preso qualche chilo da smaltire.
Desidero solo staccare la spina per un po’ da tutto e da tutti.
L’ho sempre fatto e ancora le persone si meravigliano e si preoccupano, confermandomi per l’ennesima volta che se avessi bisogno loro sono lì per me.
Ne sono conscio.
Molto gentili a ricordarmelo.
Ma il fatto è che è proprio per questo che voglio prendermi una pausa da tutto.
Vivete tranquillamente i vostri sogni e le vostre vite nel frattempo.
Siete molto bravi a farlo.
Non sono il centro del vostro mondo.
Sopravvivrete di certo ad un po’ di mia vacanza.
Troverete qualcun altro, nel frattempo, che vi curerà l'anima con le parole, prima del mio ritorno.
Ho bisogno di spenderne qualcuna per me stesso.
E questo dice tutto, non ho bisogno di aggiungere altro.
È qui che nasce la mia severità come necessità di darmi sostegno.
Siate quindi onesti con voi stessi sul perché mi cercate.
E sul perché proprio ora aprite bocca esprimendo preoccupazioni e giudizi, e non prima.
Non siate falsi nelle vostre parole e pensieri solo perché mi discosto un po’ all’ombra e me ne sto in sussurrante silenzio e in dissonante quiete alle vostre orecchie.
È solo che non siete abituati a vedermi nella mia interezza.
Questione di ritmi personali.
E di scelte.
Siate solo onesti con voi stessi.
E rispettate i miei tempi senza interferire.

Un dolce sorriso silenzioso a tutti quanti.
Questo dice più di mille parole a chi conosce i miei occhi dal colore del fango.
E’ il mio saluto.
 
…scelte…
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[Luca De Simone]