31 luglio, 2022

...vorrei parlarti di me...

 
"Vorrei parlarti di me.
Di quel bambino con le ginocchia sbucciate,
perchè la sua voglia di andare oltre era sempre un passo un pò più avanti di quanto potesse esserlo il suo giovane corpo.
Non mi è mai importato di quanto bruciasse quel dolore, del pizzicore fastidioso e del sentirsi tirare la pelle.
Qualcosa mi ha sempre spinto in avanti e sostenuto per non farmi demordere.

Vorrei parlarti di me,
poterti raccontare di tutte le sfumature che ho collezionato nel tempo e mostrartele come tesori.
Svelarti tutte le storie che le hanno generate e di come le ho assorbite.
E, sai, è una cosa che non si racconta a tutti.
Solo a chi ha l'incanto del tramonto dentro gli occhi.
Solo a chi conosce la forza dei suoi contrasti,
così intensi talvolta da dilaniarti e,
al tempo stesso, da unire in un magico sigillo di equilibrio le parti opposte, quelle più estreme.
La fiamma del fuoco e la temperanza dell'acqua.
La concretezza della terra, che delinea l'orizzonte illusorio di un giorno che pare morire, e la leggerezza dell'aria che, trapassando e attraversando quell'illusione, porta con sé il giorno antico e lo trasmuta in una nuova alba.

Vorrei parlarti di me,
di tutte le persone che sono stato e di quelle che sarò.
E dell'unica anima che sono, invisibile conduttrice della mia intera esistenza.
Quanti pezzi persi per strada, così stupidamente.
Quanti frammenti raccolti nei posti più impensati.
Alcuni un po' taglienti, è vero.
Scomodi da maneggiare, ma se messi al loro posto, quello vero, sapessi quanti colori irradiano a partire da un sottile raggio di luce bianco.
Ma non sempre per tutti loro c'è subito il posto pronto, perchè ce n'è qualcun altro da trovare prima.
E facendo parte di me, sicuramente c'è da qualche parte.
Lo sento vibrare.
Mi chiama.
Li troverò.

Vorrei parlarti di me,
delle promesse rapite dal tempo, di ogni mia singola paura, non perchè tu ne trovi il rimedio: quello spetta solo a me.
Per raccontarti di quelle volte che ho raggiunto il limite, ed allora son saltato giù dalla scogliera, col fiato trattenuto e gli occhi chiusi.
Pieno di quella ribellione di voler cambiare le cose, stanco di rimanere bloccato e immobile, mentre la mia vita mi scorreva davanti.
Di quando la voglia di volare mi ha riempito i polmoni e il cuore e mi ha fatto rompere gli schemi.

Vorrei parlarti di me,
di quando ho inziato ad attraversare le mie selve, in silenzio, ed incontrai il mio lupo.
Ci siamo spaventati in due, quella volta: lui non si aspettava di vedermi proprio lì, io mi accorsi di quanto possente fosse.
Lui, difensivo, era pronto a divorarmi con ferocia e impeto, perchè non voleva subire la caccia. Tantomeno nel suo territorio.
Io, con il cuore in gola, lo guardai negli occhi. Ne ammirai la bellezza selvaggia. La forza.
E quell'inconfondibile malinconia comune che velava anche i suoi, di occhi.
Raccontarti la sensazione che provai quando gli porsi la mano in avanti, non per sfidarlo, ma per fargli sentire il mio odore.
Per fargli sapere che da quel giorno avrei abitato quella selva insieme a lui.
Che ci sarebbero state altre occasioni di incontrarsi e, perchè no, anche di sedersi ai piedi di un albero insieme, senza il bisogno di parole.
E magari accarezzarsi o abbracciarsi.
Per porre fine a quella fame che tutto divora.
Perchè si può.

Vorrei parlarti di me,
dei miei silenzi così pieni e aggrovigliati, che per trovarmi ti ci vorrà tempo e molta pazienza.
La stessa pazienza con cui mi troverai impegnato a districarli.
E a intrecciarli in nuove poesie.
In nuovi sogni.
Ma tu parlami lo stesso, non aver paura di distrarmi, perchè ascolterò nel mentre ogni tua parola.
Dopotutto, se ti trovi qui, vuol dire che hai superato molte delle trappole per gli intrusi che ho disseminato lungo il tragitto.
Tragitto che avrai percorso sicuramente con la leggerezza dei sogni distesi sotto ai tuoi piedi.

Vorrei parlarti di me
per poi smettere di parlare. Perchè tu possa vedere anche il mio inverno, che forse è la stagione più difficile per molti.
Perchè tu mi possa vedere spoglio, ma con la vita che palpita e mi germoglia dentro.
Affichè, a prescindere da cosa ti abbia portato qui nella mia selva,
tu possa trovare rifugio e ristoro.
Perchè per ogni morte c'è una rinascita.
Per ogni cristallo di neve c'è il suo germoglio da custodire.
Ogni germoglio, il suo fiore e il suo virgulto.
E così via, fino alla meravigliosa distesa di colori dell'autunno.
E tu possa lasciarti ispirare da questo spettacolo
e sognare ancora, più in alto del sole, fino a toccare la luna e le stelle.
Perchè è questa la tua immensità.

Vorrei parlarti di me,
solo per sorriderti con tutto l'amore del mondo e sussurrarti
"Continua a sognare, a sentirti, lasciati andare come acqua in un torrente e raggiungerai l'immensità del mare".
Perchè, anche se non ti conosco,
sento il sottile filo dell'universo che unisce ogni cosa tirare un po', e mi parla di te.

Vorrei parlarti di me,
così, appendi questo dipinto di parole alle stanze del cuore
e lasciati ispirare.
Ogni volta che vorrai."
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[Luca De Simone]