Questa mattina mi sono dimenticato gli occhiali a casa.
Senza farlo apposta, l’iniziale di “occhiali” è la stessa di “orchidea”.
Stesso numero di lettere.
8.
8.
Penso a te.
Sorrido.
Sorrido.
Ad ogni battito di ciglia vedo te, il tuo sorriso, i tuoi occhi.
Riesco persino ad ascoltare il suono della tua voce.
A respirare persino il profumo della tua pelle e dei tuoi respiri.
Nel mio quotidiano di tutti i giorni da quando ti ho incontrata.
Giorni che hanno sempre qualcosa da raccontare.
Di te.
Di me.
Semplicemente, di noi.
Torno a casa da lavoro e ti vedo adagiata sul letto, con gli occhi chiusi ed il respiro rilassato.
Guardo quella candela che è durata un giorno intero e che ha illuminato con la sua fiamma tutto di noi.
Tutto.
Tutta la vita che c’è.
Tutta la vita che ci doniamo.
Persino il nostro futuro, che c’è già, pronto ad emergere dall’ordine del presente.
Ogni volta che ti guardo desidero sempre più prendermi cura della tua vita.
Stringerti a me talmente forte da diventare una cosa sola.
Anche se già lo siamo.
In corpo, anima e cervello.
Perché siamo noi.
Solo noi.
Nel nostro posto nel mondo.
Spiccare il volo.
E andare lontano.
Insieme.
Con le nostre vite.
Un po’ come il cavaliere e la principessa delle fiabe.
Sono innamorato di te, Claudia, e amo la tua esistenza.
E ti prendo come mia sposa,
per sempre nel tempo.
Sei tu il mio futuro, il mio destino.
Benvenuta nella mia vita...
Sei tu il mio futuro, il mio destino.
Benvenuta nella mia vita...
...orchidea...
[Luca De Simone]
