20 gennaio, 2024

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È in quell'abbraccio sotto la luna piena che appare, luminoso e colorato, tutto ciò che alla luce del sole non si scorge.

Lì, tra forze gravitazionali che muovono le maree dell'anima e uragani fatti di pensieri e sentiti, con la mente frastornata dalle contraddizioni, quell'abbraccio, pulito e inatteso, magicamente diventa punto fermo.

Respiro.

Conforto.

Presenza, così elegantemente, magnificamente silenziosa e reale, monda dalle ambiguità e dal ricoprirsi di parole fatte di vento.

Così piena, come la luna, di quel bene che varca la dimensione del tempo e armonizza equilibrio con la sua luce argentata.

E fa rilucere quell'invisibile filo che tiene insieme ogni frammento, ogni scheggia, ogni granello, ricordandone il senso.

Ricordandoti la tua storia.

Narrandola come una fiaba che parla di te.

Sottolineando il bello che c'è in te, semplicemente, indicando con la mano i fiori sbocciati sulle impronte dei tuoi passi. E ti sorprendi di quelle grazie a cui hai dato e ridato vita con un tocco.

Quasi incredulo da domandarti come sia possibile, nonostante le ferite custodite e sigillate dentro ad un vaso.

Nonostante il dolore ti abbia trasformato con la sua licantropia.

Eppure, continui ad osservare la luna piena in tutto il suo richiamo, sentendone la gargantuesca e attanagliante potenza, e ti accorgi di bilanciare, ormai con naturalezza, la ferocia del mostro con una gentilezza speciale, nata da qualche parte al di sotto delle ceneri di tutte le ustioni.

Così, anche quando la pelle della forma umana si lacera e si spacca come una crisalide grottesca, lasciando spazio a quella antropomorfa dagli istinti animali, con artigli affilati dell'ego distorto e fauci aguzze, pronte a divorare fameliche per riempire un vuoto senza fine, mantieni vigilanza. 

Accogli la luna piena e ti vesti di essa, perché sai che è inevitabile il suo influsso, ma scegli.

Scegli presenza. Di non essere taglio o ferita. Di usare quella forza primordiale per balzare oltre le apparenze. Oltre le difficoltà. E superare, anche di un sol passo, ciò che ti spaventa.

Le riconosci subito dallo sguardo le persone toccate dalla loro luna piena.

Dal passo di come si avvicinano.

Da come ti vengono accanto e si siedono accanto a te, come se tutte quelle forme strane fossero quotidianità anche per loro.

E l'aria inizia a vibrare di sincerità, linda da timore e priva di vergogne. Le senti ed è come se l'aria diventasse, improvvisamente, più respirabile.

Alla luce della luna piena, che riflette ancora il sole di un giorno passato, e ti ricorda che tutte le ombre raccontano indiscutibilmente di una luce che brilla.

E ti invita a danzare intorno al fuoco in un sabba insieme ai tuoi perché, festeggiando tutta la vita che c'è, tra morti e rinascite, tra ferite e guarigioni, tra una trasformazione e l'altra.

Perché vita è divenire.

E la luna piena ti domanda: "Cosa scegli di onorare?".

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[Luca De Simone]