Così cita Swami Kriyananda.
E sai, piccolo tutto, io le guardo ogni giorno le mie.
Per vedere.
Per capire.
Per sentirmi.
E quando non ci riesco mi scruto attraverso lo specchio, per capire quanto c'è di mio in quel riflesso.
Perchè, ad esser sincero, sono rare le volte in cui le vedo per bene le mie mani.
Così grandi da potersi difendere, da afferrare con fermezza, o da parare il sole per mettere a fuoco l'orizzonte.
Mani che sullo scorrere del tempo si sono fatte pugni, ma anche carezze.
Che han lenito ferite, ricucito strappi dell'anima e dipinto sorrisi.
Mani dure, come il mio carattere difficile e, forse, ammorbidite un po' dalle lacrime asciugate.
Dai colori dei disegni, dall'inchiostro caduto sulla pelle anzichè sulla carta.
Dalle parole mai scritte o pronunciate che ancora sono qui, dentro me.
Con me.
Mani che amano raccontarsi, ma non amano dirsi.
Mani goffe, impacciate ed ingombranti, poco adatte per le cose fini, ad eccezione, forse, del districare i nodi.
Senza dubbio, abituate a riparare i miei punti di rottura.
Quanti tagli, ammaccature e graffi. E quante cicatrici.
Quante cose possono raccontare queste mani, in cui, mentre ti accarezzo, il tempo forma una curva nel tessuto dell'universo, intrecciando il tempo che fu, che potrebbe essere e che è.
Esattamente come gli intrecci, provano ad adattarsi al cambiamento, anche se a volte spaventa un po'.
Perchè l'adattarsi è arte sottile della presenza, che si trasforma in forza d'animo e poco ha a che vedere con il rassegnarsi.
Il coraggio di morirsi è reinventarsi.
È farsi nuova onda dopo lo schianto sugli scogli, dopo il naufragio, anche se è più facile perdersi e abbandonarsi in ogni direzione piuttosto che ricomporsi. Un po' come le righe sui palmi delle mani.
Chissà se qui c'è scritto questo preciso momento di domande notturne, al centro del mio turbinio costante di immagini e di ricordi, in cui dolore e felicità si mescolano e si stemperano, mentre ti osservo e mi domando:
"Quali colori sono qui sulle mie mani, mio piccolo grande tutto?".
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[Luca De Simone]
[Luca De Simone]
