30 giugno, 2016

...tramonti...

 
Tramonti.
La dolcissima illusione di un sole che se ne va.
L'ebbrezza di una notte che sarà mia fino a quando non mi addormenterò. Tardi, come sempre.
C'è tempo per dormire, ma non ora.
Le fatiche del giorno, le fatiche del cuore, le fatiche della mente e del fisico: cosa contano, in fondo, quando scorre vita?
Non pesano.
Sono attimi sottratti alla morte. Sono attimi di presente, di "ora".
Istanti subitanei in cui anche se il mondo scorre, corre e si rincorre, io mi fermo, accosto la macchina al ciglio della strada e mi prendo il mio, di tempo.
Tempo che non sento esistere. Mi prendo, dunque, il mio spazio.
Lo spazio per le mie stanze; quelle del cuore.
E mi godo il piacere sottile di assaporare questo attimo fugace di non tempo, mentre involontariamente ricapitolo la giornata ed i giorni recenti. Poi tutto si fa silenzioso, dentro di me.
Incantato da quel sole, così lontanto eppur vicino;
così ardente e luminoso che, un po', lo sento dentro di me.
Che lo sento un po' mio, perdendomi nella sua immensa e sconosciuta immensità.
In questo stupendo spettacolo prodigioso sento di essere, stranamente, nel posto giusto e al momento giusto. Giusto per me.
Ora.
Ora che mi concedo lentezza, forse, come dice Pelù, per mantenere il mio equilibrio, mentre con serenità passeggio pericolosamente sul bordo dei baratri delle mie profondità, dei miei abissi.
Forse apparirà strambo, ma in questo non-tempo tutto si processa rapidamente, quasi come in un sogno: ti sembra durare una vita, sperimenti una vita di emozioni e riflessioni, eppure nel mondo governato dagli orologi son trascorsi pochi minuti.
Minuti in cui, di albe e tramonti, ne vedo molti; ed è come vivere un giorno dentro al giorno, esattamente come il sogno dentro al sogno e, mentre il vento scompiglia i miei capelli ondeggiandoli come onde del mare, forte è dentro di me la sottile sensazione di essere investito dalla vita.
Perchè la vita capita, la vita succede, rapisce. La sento attraversarmi, con le sue gioie e le sue sofferenze, e non la resisto.
Perchè la vita, la mia, non è un programma o un progetto.
Quando capita, è imprevedibile, inaspettata, latrice di un caos capace di riportare, paradossalmente, ordine.
Ed è in questo incanto che qualcosa succede.
Sorrido.
Anche se qualcosa crolla, qualcosa perdura ancora.
Crolla il costruito, perdura ciò che, radicato, è germogliato e sta continuando a crescere.
Sono brevi momenti di lucidità, quelli del tramonto.
Mistici arcani di intuizioni senza spiegazioni, in cui semplicemente sento e basta.
I tramonti sono magie che assaporo in silenzio.
Perchè la vita accade e non posso farci nulla.
Come una candela passa ad accendere la mia, di fiamma, e non costa nulla.
Perchè, quando la vita accade, il cuore accellera, più vita fluisce e a poco importa se questi battiti, questi sussulti, consumeranno più velocemente la mia candela. No, non importa.
Dopotutto, se il cuore non lo aprissi, mi servirebbe a ben poco.
Perchè, come dice il Piccolo Principe, l'essenziale è invisibile agli occhi, ed è questo che richiama, in me, il tramonto.
L'arte dell'aspettare, del prendersi tempo.
L'arte dei piccoli passi.
E, talvolta, sono piccoli passi anche quello che faccio per non cadere e mantenermi in equilibrio.
Come il sole su questo orizzonte, in cui il fuoco arde, vivo come non mai.
Dopotutto è vita. Non ha spiegazioni.
Semplicemente c'è, anche quando non la capisco.
L'importante è sentirla comunque.
Perchè il giorno che verrà potrebbe avere un sapore differente e non ripetersi più, con le sue carezze ed i suoi sguardi.
I tramonti hanno qualcosa di unico...
...di insostituibile...
...e potresti addirittura scoprire che, facendone tesoro, potresti addirittura diventarne l'orizzonte.
Sconfinato nel tempo e nello spazio.
Al di là di ogni cosa.
Persino al di là dei sogni.
In quell'istante eterno ed infinito i cui puoi essere finalmente tu.
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[Luca De Simone]