16 marzo, 2015

...ciò che c'è nel buio...



Sono giorni interminabili di difficili battaglie. Fuori e dentro di me.
Il cercare di fare la cosa migliore comporta sempre il sacrificio, uno sforzo di energie che rende sacre le cose.
«...migliore per chi?...migliore per cosa?...»
Migliore per cercare di tenere insieme pezzi che si frantumano, disperdendosi. Ma, molto spesso, non si tratta di "pezzi" veri e propri: si tratta di persone, emozioni, energie. Si tratta di vita che sfugge.
Di vite ferite.
«...ferite? Da chi?...»
Vite probabilmente ferite da noi stessi, dalle nostre noncuranze, dai nostri "dare per scontato", dalla nostra ignoranza o dalla nostra impreparazione.
Segretamente queste mancanze respirano sulle celate braci della rabbia, dentro di me.
Questo perchè, in fondo, sono sempre stato saccentemente presuntuoso.
Sono superbo.
Difficile tenere a bada la propria superbia, quando è così viscerale da recar tormento.
Ancor più difficile farle comprendere che il passato ormai è già ombra, per quanto viva, e si sa:
non si possono uccidere le ombre.
«...così dicono...»
Anzi, più cresce la rabbia e più si insinuano dentro al cuore, offuscandolo come solo loro san fare.
Ed in men che non si dica, il sortilegio si compie.
L'elmo scatta e la corazza si serra attanagliando il corpo e lo spirito.
«...fragilità...»
Non è un problema di fragilità. Penso siano meccanismi di difesa. Come il gridare quando si ha paura che non ci ascoltino.
E' una reazione.
Di allergia.
A me stesso.
«...addirittura?...»
Non c'è sole che possa penetrare l'oscura corazza di questi periodi bui, fatta di bocconi amari e digiuni. La sola cosa che puoi fare è affrontare la situazione con la visuale ristretta dell'elmo, perchè il numero dei problemi appare come una legione interminabile di belve, e puoi affrontarne solo una alla volta.
«...per non soccombere a te stesso...»
Cerchi di dare il meglio di te stesso, annullandoti per ciò che ti è caro.
Sostenendo chi è debole.
«...anche se ti senti le forze mancare?...»
Riscaldando chi prova paura e freddo.
«...già...sbaglio, o anche il tuo cuore ha paura?...»
Nascondendo con la propria mole tristi e brutte verità agli occhi di bambini innocenti.
«...giusto, essere bambini è un diritto. Tu lo sei stato?...»
...
Così ti perdi in tutto questo adoperarti, in questo "essere" il bastone d'appoggio, in questo essere "grande alleato" in battaglie non tue.
Ma una voce, dentro la tua mente, non la smette di sussurrarti che tutto il mondo davanti ai tuoi occhi non è altro che il riflesso di ciò che sei.
«...dunque è un bene prendersi cura di chi ami, no?...»
Peccato che ti accorgi troppo tardi, con ferite scottanti e che lasciano il segno, di esserti dimenticato della persona, forse, più importante in tutto questo.
«...chi sarebbe?...»
Me stesso.
Dopotutto, il mio mondo non esiste senza di me.
«...che cosa ovvia e banale...»
Quando sono avvolto da rabbia, tristezza e paura, beh...non ci penso, anche se sarebbe fondamentale.
«...buffo, non credi?...»
La cosa veramente buffa di tutto questo è il mio cercar conforto.
Prima mi isolo nella mia torre d'avorio, da cui tutto osservo all'orizzonte e mantenendo le distanze da tutti.
Poi provo a chiedere aiuto a chi non è coinvolto nelle difficoltà da affrontare e, giustamente, non sarà mai in grado di comprendere nè la situazione, perchè estraneo, nè di comprendermi, poichè volutamente eremita.
Così, un'altra dose di bile accende ulteriormente la rabbia, poichè circondado da illuminati "guerrieri di luce", che, a quanto pare, sanno come stare al mondo e come stare in pace con sè stessi, ma incapaci di tenderti la mano per una sola pacca sulle spalle.
Facile essere "illuminati" e filosofi quando la vita non ti da problemi, vero?
«...Wow! Grandi illuminati! Amig' amig', amig'e càz!...»
La cosa singolare, poi, è che ci sono quelle persone che, sebbene non ti conoscano, tuttavia si riconoscono in parte del dolore che provi, e con un'umiltà disarmante ti dicono "Tieni duro, che sei forte!".
E forse tanto basta. Qualcuno che ti dica nei momenti di crisi: "Dai, non mollare ora! Ci sei quasi!".

Ma quando sono attanagliato dal buio, nella rabbia cerco risposte.
Tuttavia, nella rabbia si trovano solamente altre domande.
Così, davanti a me, ho come al solito, due scelte.
Sfuriare o soffocarla, la rabbia.
Per riacquistare lucidità e smettere di fare terra bruciata attorno a me stesso.
E' dannatamente difficile morire a se stessi, quando puoi contare solamente su te stesso.
Però è anche vero che gli altri non c'entrerebbero nulla.
La mia vita è fatta delle mie decisioni, giuste o sbagliate che siano, non di quelle degli altri.
Così è inevitabile trattenere il fiato e ritornare sui propri passi per cercare di capire dove si è perso qualcosa per strada.
Cercare l'errore alla radice per provare a sanare la pianta.
«...e cos'hai trovato?...»
Ed è stato fortemente bello, oltre ad esser stato stupefacente, ritrovare il me stesso di sette-otto anni fa con le mie stesse domande di ora e con le risposte in mano. Risposte che allora non avevo la pienezza di comprendere.
E' in me stesso di 8 anni fa che ho trovato la serenità ed il conforto che tutti gli altri non hanno potuto offrirmi.
E' stato come se il me stesso del passato, in maniera inconscia, avesse sensatamente lasciato dei messaggi per il me stesso di ora.
E' stato grazie a questo che ho avuto modo di riprendermi.
Che ho avuto modo di ricordarmi chi sono.
Che cosa voglio.
E del perchè faccio quel che faccio, del perchè sono quel che sono.
«...solo tu puoi darti un senso...»
Penso sia una questione di consapevolezza.
Già, consapevolezza...
...
...di esser consapevoli che, chiusa la porta e spenta la luce, ci sono solo io ed il mio buio.
Il mio buio con i suoi mostri, i suoi demoni, i suoi fantasmi.
Il mio buio con me stesso che mi osserva.
Come scrive Nietzsche, "Quando guardi a lungo nell'abisso, l'abisso ti guarda dentro".
Ed impara a conoscerti, forse meglio di quanto si pensi.

Perciò, non perder tempo a seguire finti maestri e dubbi amici.
Solo tu puoi aiutarti meglio di altri.
Solo tu puoi essere te stesso, non gli altri.
E non credere diversamente: spenta la luce, gli altri sono ombre esattamente come te.
Anzi, forse la coscienza del tuo buio rende la tua ombra più cupa della loro, e ne hanno timore.
Non ci si può fidare di chi non si fida.
Impara a vedere nel buio.
Se ti spaventa, chiudi gli occhi e trattieni il respiro.
Scoprirai che non è diverso.
Sentirai il tuo cuore battere.
Saprai che tu ci sei.
Che tu vivi.
Insieme a tutto...

...ciò che c'è nel buio...
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[Luca De Simone]