02 maggio, 2009

...ciò che, racchiuso, si dischiude...


Un treno preso per la vita, per desiderio, per felicità, senza voler tornare indietro, ma andare avanti.
L'acqua versata nel suo bicchiere, per primo.
La porta aperta per lei.
Il vestirla del pigiama mentre è stanca e assopita, metterla a letto e rimboccarle le coperte.
Animare un coniglio peluche per darle la buona notte.
Adottare una lumachina trovata sul cancello di casa.
Guidare per lei.
Sospirare per lei.
E anche piangere lacrime per lei.
Rifare ordine e creare qualcosa di nuovo.
E' solo parte di ciò per cui non c'è bisogno di parole, gesti e pensieri di sentimenti che parlano da sè.
Superfluo aggiungere parole, perchè snaturerebbero tutto il vero senso profondo.
Sarebbe come dire che due sinonimi sono la stessa cosa, e so bene che non è vero: per quanto simili, due parole diverse, hanno diversi significati.
E così è qui, così è ora.
Non ci sono parole per un bacio. Solo il bacio, quel bacio, può parlare per sè e di sè, in questa misura.
Anche per questo nulla è banale, tutto è importante, in questo meraviglioso quadro chiamato «vita».
Sensazioni,
emozioni,
fremiti di cuore che sono linguaggio e chiave di tutti i miei gesti, dal primo all'ultimo. Di tutto.
Una misura che non ha un poco o un molto, ma semplicemente «è».

E'.
E' devozione pura, coinvolgimento, passione, amore e coscienza.
Consapevolezza che ogni gesto è pieno di me stesso, ha un senso proprio e compiuto, il mio posto nell'universo in cui risiedo, riempiti della sola preziosità che possiedo: la mia vita.
Gesti senza parole attraverso cui la dono, senza volere nulla in cambio.
Perchè amore è amore.

Amore è anche prendersi cura di chi si ama, difendendola da tutto ciò che è cupo, atro e tetro, perchè la vita è racchiusa nel sorriso.
In sorrisi che spesso vanno dischiusi dai bozzoli di pietra creati da noi stessi, ma con la delicatezza e la pazienza con cui si coltiva un germoglio. Con il giusto tempo, senza fretta.
E una volta dischiuso, ci sarà consapevolezza, sia nel germoglio delle amorevoli cure, sia in quelle mani che il germoglio non hanno dischiuso, ma che hanno aiutato a dischiudere.
Crescita, maturazione.
Coscienza di tutti quei gesti che valgono più di mille parole messe insieme.
Ecco, dunque, le farfalle.

Ma dei demoni che dire?
Preoccupazioni e timori del quotidiano che fanno parte della natura umana, del proprio desiderio di voler migliorarsi, delle fatiche per realizzare i propri traguardi, passo dopo passo.
Preoccupazioni e timori di ferite psicologiche che lentamente guariscono per uno zotico e ignorante datore di lavoro che ha minato il proprio equilibrio.
Timore per la salute di chi amo.
Timore di sbagliare, di poter fare molto di più e di non fare abbastanza.
Timori di sapere cosa sarà domani, in un mondo in cui si da per scontato che tutti abbiano esperienza per essere accetti e nessuno offre l'opportunità di farti crescere ed educarti professionalmente.
Un mondo che sembra esser sfuggito di mano dalle persone, senza controllo, e a pagarne le conseguenze è il futuro di persone come me.
Ma non me la prendo con il cielo.
So in cuor mio che la mia volontà mi sostiene, e in qualche modo una o più soluzioni ci sono.
Dopotutto se un sentiero termina, non significa che termini il cammino: basta prendere una direzione crearne uno nuovo.
Cambia solo lo scenario, ma la vita non cambia mai: è sempre forte e sa badare a se stessa.
Per questo, nonostante tutto, ho piena fiducia il lei.
E in me.
Ed è questa la dignità dei miei sorrisi,
ma soprattutto dei miei gesti di amore, senza condizioni, oltre ogni limite apparente.

Sì, continuo ad essere devotamente innamorato, oggi come prima, come bimbo e piccolo uomo al tempo stesso, senza riserve, con sempre più coscienza.




...ciò che, racchiuso, si dischiude...

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[Luca De Simone]