Sono quasi in pari con il lavoro. C’è silenzio qui in ufficio. Il cielo è nuvoloso, carico di pioggia leggera. L’aria è umida. Il mio corpo è caldo e diffonde Grigioperla, il profumo che hai scelto per me e che mi piace tanto. Tutto questo concilia i miei pensieri, che lentamente prendono forma di parole fatte di cuore.
E tra le tante cose, mi piace portarti addosso a me, con me, ovunque io vada, ovunque io sia.
E tra le tante cose, mi piace portarti addosso a me, con me, ovunque io vada, ovunque io sia.
Mi piace sentirti accanto.
In maniera del tutto spontanea ti penso.
Sei costantemente nei miei pensieri e la cosa mi piace molto. Mi mette il buon umore, mi concede serenità, mi nutre di buone speranze e nuovi desideri.
Mi nutri l’anima, in maniera conscia ed in maniera involontaria, anche.
Mi nutri l’anima e per questo sono vivo.
Sei vita e intensità, amore e innamoramento, sei donna e ragazza.
Mi piaci davvero tanto, in corpo, anima e cervello, nella tua interezza, che giorno dopo giorno imparo a conoscere.
Più ti conosco e più mi innamoro di te, e non si tratta di una condizione mentale, ma di un qualcosa ancora più forte:
è il desiderio di potermi donare tutto per meravigliarmi e gioire del tuo sorriso, della tua felicità.
Saperti felice mi appaga di tutto.
Non c’è cosa che non farei per un tuo sorriso.
È più forte di me: amo prendermi cura di te come meglio posso, cercando di dare sempre più il massimo di me stesso.
Anche per questo, giorno dopo giorno, istante dopo istante, mi prendo cura del nostro amore, coltivandolo.
Benedico il giorno in cui ci siamo incontrati, amore mio.
Da quando ti conosco sono una persona migliore, più bella, sia dentro che fuori, e mi piaccio così.
Ripenso spesso a quel giorno, quel sabato 30 giugno al ForCosplay, e lo ricordo spesso sia per rivivere le forti emozioni di quella giornata, sia per tenere sempre vivo quel giorno, tanto è vero che mi sembra pochi attimi fa.
Un giorno tra tanti, è vero, ma unicamente unico, in cui ho trovato pace in me ed ho sorriso alla vita.
E la vita mi ha sorriso a sua volta, sorprendendomi e meravigliandomi, in positivo, perché non mi aspettavo lo facesse.
Per me.
In quel giorno i miei piedi, traballanti e insicuri, hanno conquistato maggiore sicurezza.
La certezza di essere io in un posto nel mondo.
La consapevolezza di non essere più solamente un bambino.
La coscienza di stare voltando pagina per iniziare un nuovo capitolo della mia vita, partendo dalla conquista di me stesso, dalla chiarezza dei miei desideri e ambizioni e dalla determinazione, forte e profonda come il mio respiro, nel voler realizzare ciò che la mente e il cuore, di comune accordo, domandano.
Sono io che abbraccio la vita perché riesco a camminare con le mie proprie gambe, riesco a camminare eretto sulla schiena e guardare l’orizzonte a fronte alta, cercando di vedere persino oltre. Sicuro di poter andare ovunque io desideri sinceramente, con onestà e desiderio.
Sicuro di potercela fare con le mie forze, senza l’intenzione di arrendermi.
L’essere molto più vicino all’uomo che da sempre desidero diventare.
Questa coscienza ha cambiato il mio modo di vedere le cose, compreso me stesso. So che ancora ho molto da imparare dalla vita, ma questa nuova coscienza mi ha permesso di capire molte cose di me stesso, mi ha permesso di capirmi e di districare molti nodi del mio animo, liberandomi dalle catene della mia severità e della mia disillusione del mondo.
Non più bianco, nero e grigio: ho iniziato a vedere tutti gli altri colori, con le loro sfumature.
La prima cosa che mi è venuta da dire è: “Che figata!”, ed ho inziato ad apprezzare ogni sfumatura.
E in quel giorno, fresco della conquista di me stesso, le nostre vite si sono incontrate, stellina.
La tua presenza ha coronato, ha reso ancora più prezioso, quel giorno indimenticabile.
Così ora eccoci qui, insieme a tutte le cose, ai pensieri e ai desideri che ci uniscono, liberi.
Lancio una rapida occhiata alle foto e mentalmente rievoco quegli istanti. Istanti vissuti con piena intensità insieme a te. A partire dal ForCosplay. “Mi scatteresti una foto?”, “Ma certo!”, e poi invece di una te ne ho scattate tre.
Al nostro primo incontro, per cui facesti chilometri e chilometri per raggiungermi. Per me. Per vedermi.
Penso alla nostra prima colazione insieme ed ai sorrisi che volavano, penso al nostro primo bacio e alla sua intensità e al suo desiderio, condiviso, voluto, desiderato con passione e sincerità da entrambi.
Penso alla volta in cui ci siamo fermati per le strade del centro città e, mentre ci stavamo baciando e abbracciando, è passata una nonnina che ha detto “Eh…amore, amore, amore!!!” e siamo scoppiati a ridere. E anche a sorridere.
Penso alla sera in cui ti ho presentato ai miei amici, al mio mondo. A quando con orgoglio e trepidazione mi sono alzato in piedi dal tavolo, a cena, ed ho desiderato dire che sei la mia felicità, dandoti il benvenuto nella mia vita e annunciando a tutti quanti di aver scoperto in te, nel profondo dei tuoi occhi, la donna dei miei sogni, la persona che desidero avere accanto per tutta la mia vita, la ragazza che desidero vedere ogni mattino appena sveglio accanto a me e ogni sera prima di assopirmi e addormentarmi.
Insieme a te tutto mi sembra possibile.
Penso alla volta in cui per farmi bello mi sono fatto la barba e il rasoio elettrico mi ha tradito, rasandomi via accidentalmente metà pizzetto e fui costretto a radermi tutto via. Penso ad ogni momento in cui stiamo insieme.
Penso al RiminiComix e alle persone che vi ho incontrato. Il primo incontro con i tuoi amici ed al particolare senso di familiarità. Tanto è vero che abbiamo subito legato. Penso al momento in cui ti sei messa a ripassare la scenetta del Sexy-No-Jutsu insieme alle altre e pensavo a quanto sei meravigliosa mentre fai le tue cose.
Penso a tutte le foto che mi hai fatto e a quanto mi ha fatto piacere che tu le scattassi, con lo stesso piacere con cui io le scattavo a te. Penso a tutte le risate che ci facciamo quando stiamo insieme. Penso a quando abbiamo visto il sole sorgere sulla spiaggia, mentre le onde bagnavano i nostri piedi.
Penso a quando siamo partiti insieme per arrivare a casa. Al TomTom dispettoso che prima ci ha fatto girare in tondo e poi chi ha annunciato un’autostrada che mai abbiamo visto passando per curve e tornanti in piena montagna. Penso al primo cd di canzoni che ti ho preparato e che abbiamo ascoltato in macchina. Alle prime canzoni che abbiamo cantato insieme in macchina tua. Penso alla nonnina killer con la macchina targata “PREISTORIA” che andava ai 30 km all’ora e che non abbiamo potuto superare perché era pieno di curve. Penso a quando mi hai detto “Ti danno noia le curve? A me piacciono” e dopo mezzora di curve non-stop ti sei stancata. Penso a quando siamo arrivati a casa, a quando hai aperto la porta di casa tua e mi hai fatto entrare dicendo “Fa come se fossi a casa nostra” e mi hai sorriso. Penso al mio sguardo stupito di scoperta esplorando casa. “Mi piace. Mi piace il calore di casa tua. È accogliente.”, sono state le mie prime parole in casa tua. Penso a quando mi hai mostrato camera, che fino a quel momento me la immaginavo un poco diversa. Penso a come è vissuta, viva e a come parla di te, nel suo ordine e nel suo piccolo caos. Penso al nostro primo spuntino appena arrivati perché avevamo saltato la cena, alla prima pizzetta all’ananas che ho mangiato in tutta la mia vita e mi è piaciuta tanto. Penso a quando abbiamo fatto insieme il letto e ci siamo distesi dopo una giornata intensa di fatiche, ma non per il cuore. Penso alla tua famiglia, al calore con cui mi ha accolto e a come mi ha trattato come fossi un principe.
Penso alla festa dell’Unicorno a Vinci, a quando hai indossato il mio costume medievale ed io la tua coroncina di fiori. Al fatto che eravamo per conto nostro, seduti su quel muretto, e le persone ed i fotografi si fermavano a scattarci le foto. Alla luna che, piena, ci guardava. All’oracolo e all’Uomo Bidèt. Al nostro ritorno a casa e a quando ci siamo seduti sul marciapiede davanti a casa della Terry a ciaccolare, ancora vestiti medievali. Penso alla signora anziana che ci aveva scambiato per dei grulli, vestiti un quel modo nel cuore della notte. Penso alle risate di quella sera e a quanto mi sento a casa insieme a te. Mi sento pienamente a mio agio insieme a te, ed è fantastico! Anzi, realmente meraviglioso!
Penso a quando siamo stati a Follonica, la prima volta che ufficialmente siamo stati insieme al mare. A quando mi hai presentato tua sorella e le hai detto “Questo è Luca, il mio ragazzo”. Mi piace sentirmi tuo. Mi sento in ottime mani, al sicuro. Sento che ti prendi cura di me, ed è anche per questo che distendo l’anima e dispiego completamente le mie ali.
Penso a quando siamo stati a Greve, per andare dalla Terry, a quando guardando dal finestrino ho detto “Bello, guarda!” e tu hai fermato la macchina ed abbiamo ammirato insieme il panorama verdeggiante delle campagna, immaginando casa nostra in quello scenario. Penso alla nostra cena fuori e al piano diabolico elaborato da me e da Tommy di pagare il conto utilizzando tutte le monete da un centesimo che avevamo. Penso ai nostri baci in piazza e alla nostra passeggiata fino a dove i lampioni finivano, in un dieci agosto un po’ geloso delle sue stelle, forse perché la più bella e più preziosa l’ho accanto io e sei tu. Penso a Lucius Malfoy e a come ci ha accompagnato. Penso al fine serata, mentre suonavi il piano assieme alla Terry, e a poco più tardi, davanti al camino spento, sul tappeto, tutti quanti a parlare. Tutto questo profuma di vita, della vita che ho sempre sognato e desiderato di vivere, e che ancora sogno e desidero vivere per il resto dei miei giorni.
Penso alla vigilia di Ferragosto, in cui siamo stati a Fiesole con il nostro amico “Narghi Lè”, ed ai pischellini che cercavano di fare i grossi con le loro tipe con loro “Nar Ghilino” quando uno dei loro amici, sorridendo, dice “Loro ce l’hanno più grande del vostro” indicando noi. Ai nostri “Ammazza che botta” pronunciati per vedere le loro reazioni. Ripenso alla serenità di quel pomeriggio in cui, distendendoci, abbiamo guardato insieme le nuvole e ci siamo rilassati e riposati. E stuzzicati.
Penso a Ferragosto, quando siamo stati a Viareggio, da Tommy, alle ore trascorse per cercare parcheggio, ai primi gavettoni lanciati con i secchi. Alla nostra passeggiata per il lungomare ad ammirare le vetrine di negozi VIP, guardando abiti, vestiti e scarpe, e persino abiti da sposi. All’acqua salata negli occhi per i gavettoni d’acqua di mare, al gigantesco serpentone umano di gente munita di secchi lungo tutto il litorale, alla strada che abbiamo fatto senza accorgercene perché stiamo bene insieme, l’uno accanto all’altra e viceversa. Penso a quando hai cercato di insegnarmi a nuotare ed io che andavo a fondo. Penso alla secchiata d’acqua gelida che hai lanciato ad un pischellino che ci aveva bagnati di acqua salata poco dopo che ci eravamo fatti una doccia di acqua dolce per pulirci, e alla sua faccia rimasta ghiacciata in tutti i sensi. Penso a quando ti sei assopita in macchina e ti ho ammirato per tutto il tempo. Angelica, dal viso dolce dolce. Penso che ero talmente stanco e talmente a mio agio che mi sono persino assopito. Sai bene che se non mi trovo a mio agio non riesco a prendere sonno. Mi sono persino sbavato sul braccio! Penso alla pizzeria in cui mi hai portato senza il TomTom, e alla pizza squisita consumata in tutta tranquillità in macchina.
Penso alle strade notturne di Firenze e a noi due, belli come il sole. Alle vetrine che ci siamo fermati a guardare. Alla signora che ci è passata vicino dicendo “Viva l’amore” vedendoci abbracciati. Alla panchina poco dopo Ponte Vecchio, vicino alla gelateria, in cui ci siamo fermati a parlare di noi, di me, di te e delle nostre vite. Penso a quanto mi sento bello insieme a te, e per te.
Penso a Mirabilandia, la prima volta in cui ci siamo stati insieme. Alla scoperta che entrambi siamo appassionati della torre gemella blu, quella che va in caduta libera. Penso alla prima volta in cui hai provato le pentole. Penso alle nostre facce quando ci sentivamo circondati da napoletani ovunque. Penso ai kebab, al giochino della batteria che mi hai fatto scoprire e che mi piace tanto, alla mia stecca nel guitar hero della sala giochi e ai progressi che ho fatto in DDR. Penso a tutte le volte quanto è bello giocare a DDR con te, insieme. Penso al gruppo di persone che si era fatto attorno a te mentre giocavi al gioco della batteria. Penso alle schifezzine che abbiamo comprato, alla mia poca mira nello scattare le foto con solo una mano. Penso alla felicità. Penso a te. Penso all’arcobaleno che abbiamo visto per la prima volta insieme.
Penso a Mirabilandia Beach, in cui con successo ho iniziato a muovermi in acqua nuotando, grazie anche ai tuoi consigli e alla tua pazienza. Si può dire che ho imparato a nuotare, male, ma riesco a muovermi, per cui è un piccolo grande traguardo. Insieme a te. Molto speciale.
Penso a tutto ciò che ancora non ho detto, ma che desidero dire.
Come tutta questa felicità che mi porto dentro, come tutto il senso di completezza che provo insieme a te: totale e avvolgente.
Mi rendi felice. Mi completi. Mi basti tu, con la persona speciale che sei. E non mi sento di cercare altro, perché sento che tutto è a portata di mano.
Sei tutto per me.
Ed ho il timore di perderti. Perché perderei la metà di me stesso. E quando non ci sei mi manca il respiro. Ma cerco di fare in modo che tutto ciò che di bello e positivo c’è, che tutto l’amore che provo e l’innamoramento che sento sia più grande di questa paura, perché non voglio tremare.
Desidero brillare come il sole radioso sui tuoi sorrisi e scaldarti con i miei raggi. Desidero lasciare posto solo alla vita, nel mio cuore, per potertela dedicare e donare.
Dedicarti le mie conquiste e vittorie.
Donarti tutto il mio sentimento, tutto ciò che sono.
Perché ti desidero come mia compagna, di qui all’eternità, per sempre nel tempo.
Tu. Solo tu.
Mi completi.
Da quando ti ho accanto e stiamo insieme sono una persona migliore di quella che ero, un po’ più uomo e un po’ più bimbo al tempo stesso.
Desidero un giorno tu sia la madre dei nostri figli.
Non vedo l’ora di poter andare a vivere insieme a te, per vivere il nostro quotidiano insieme, vicini in tutti i sensi.
Sei la mia casa, il mio rifugio.
Sei la mia famiglia, il mio calore.
Sei la ragione più profonda della mia vita.
Il motivo più speciale per cui svegliarmi la mattina.
Sei la mia magia più meravigliosa, e mi hai sorpreso quando meno me lo aspettavo portandomi meraviglia e vita!
...intensità...
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[Luca De Simone]
[Luca De Simone]
