Pages

19 aprile, 2016

...hic et nunc...


 
Osservo il rovo davanti casa, e mi domando "È forse il nuovo ramo, cresciuto più grande e virgulto, più importante del primo?".
Così la mente rievoca immagini dipinte nel mio cuore, come, ad esempio, Spike che mordicchiava sempre quel primo ramo. I segni dei suoi denti lasciati sulle foglie ci sono ancora. In qualche modo rappresenta ciò che è stato, ma che è ancora, e che ha permesso alla pianta intera, il mio amato rovo, a far crescere con ancora più vita il suo secondo braccio.
E, gustando il mio caffè, mi accordo di avere molte nuove domande in me. Ma non sono le domande a spaventarmi, o sorprendermi.
Forse per via della vitalità che, in questo momento, circola in tutto me stesso.
Sento che ci sono altri mutamenti in atto, e che altri cambiamenti saranno portati nei prossimi giorni.
Alla stessa maniera, mi sento nuovamente "stretto" in questa muta, provando quasi l'inconsapevole impulso e compulsione di volermi sbarazzare di tante altre cose che, semplicemente, ora trovo superflue.
Come quella di stare a pc a perdere tempo. Come quella di sentire il corpo stesso che sta cambiando. Come il tagliarsi le unghie, fin'ora il mio migliore plettro per la chitarra che, stranamente, sto suonando sempre più spesso. Tuttosommato, sono sempre stato amante del fingerpicking, e mai del plettro.
Come il lasciare andare abitudini che non mi soddisfano più e che sento, anzi, quasi come un ulteriore peso al mio desiderio e alla mia volontà di sentirmi ancora più leggero; meno appesantito.
Questo è il forte impatto che si sta abbattendo su di me.
Ma, più prontamente, mi accorgo semplicemente di essere forse un po' più acqua, e lasciar fluire ciò che sarà.
Ed è più facile non arrendersi ai residui della mia vecchia immagine riflessa allo specchio, anzi, è proprio il desiderio di qualcosa di nuovo che c'è, ma ancora non lo vedi.
Come un'intuizione annunciata.
Sai, semplicemente.
Senti, con tutto te stesso.
Ma la mente continua a domandarsene il perchè.

La mia forte certezza del momento, o meglio, la mia attenzione e la mia fortezza sta diventando il presente: l'istante in cui io riesco a manifestare ciò che sono senza etichette.
E penso che il presente, l'esser presenti, accade in quell'istante in cui la catena del fluire del tempo viene spezzata e perde consistenza.
Quel preciso istante in cui ti senti "vivo" nell'anima.
A volte quell'istante accade in tranquillità, con un saluto o con un semplice sorriso.
Ma altre volte è più timorato, come quando stai per aprire una porta nuova che hai faticato e sudato per raggiungere: la mia mano è sulla maniglia, indeciso sull'aprirla o meno.
È un'istante in cui il cuore batte così forte che ti fa sentire sia vivo all'ennesima potenza, sia ti spaventa per la profondità del suono che hanno i suoi palpitii, da tanto sono forti.
Così forti da far tremare ogni incertezza.
E devo aver prima costruito solidamente me stesso.
Comunque sia è la migliore occasione per mettermi alla prova, ancora una volta, come un compito in classe a sorpresa da parte della vita.
Confesso, a me, attraverso queste righe, scritte esclusivamente per me, che la sorpresa, lo stupore, la meraviglia di ciò che magicamente accade, pare governare questi giorni incantati.
Ma bisogna esser preparato per comprenderne i segni.
Hic et nunc.
Qui ed ora.
Il respiro trema.
Ma sono qui.
E mi sono appena tuffato nel mare di tutto questo.
_ _ _ _ _ _ _
[Luca De Simone]