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28 maggio, 2008

...la libertà di amare...


Ho tanta voglia di scrivere, di creare, di fare. Mi dispiace solo non riuscire a trovare tutto il tempo che desidero per poterlo fare, ma eccomi comunque qui. Un po’ di tempo è meglio di niente. E poi è secondario il “quanto” tempo sia.
È molto più importante come lo vivo.
Con l’intensità della passione in cuore.
Non mi fermerò a fare un semplice elenco delle cose che ho fatto dall’ultima volta che ho postato per fare una cronaca o aggiornare il diario, perchè ciò che è stato ed ho vissuto in questi giorni sono piccoli punti tra i quali sono racchiuse le mie emozioni, i miei dipinti di parole.
Quelle piccole grandi emozioni che mi fanno palpitare il cuore, che fanno di una giornata nuvolosa il ciel sereno, e che fanno anche del sole più splendente tenebrosa eclissi nel meraviglioso, delicato eppur fortissimo, equilibrio della vita.
Così, mentre lentamente mi adagio in terra, seduto a gambe raccolte, i contorni di ciò che vedo con il mio sguardo si sfocano sempre di più. Non per mancanza di vista: per andare oltre il confine della fisicità degli occhi stessi.
Sempre più profondo.
Al suono del respiro.
Giù, giù fino in fondo, oltre il mondo.
In quel luogo in me in cui risiede tutto l’universo intero.
E, libera, si distende l’infinità dell’anima, qui, ove sono presente in me stesso. Con me stesso.
Tutt’uno in empatia con tutto ciò che esiste.
Qui mi vedo. Osservo le mie nuove forme. La persona che sono diventato. E con vivo interesse, fascino e meraviglia esploro le radici ci me stesso. Con curiosità. Con attenzione.
Con le dita dell’anima mi sfioro.
Un caldo brivido mi percorre, piacevolmente.
Chiudo gli occhi mentre apro quelli dell’anima, come un quotidiano risveglio. E osservo me stesso scorrere come acqua nel fiume. Odo, a questa immagine, il gorgheggiare dell’acqua. Forse la mia è solo pazzia, è solo “Furor Animae”, ma poco mi importa: è il mio essere me stesso. Senza riserve. Forse è magia. Forse è tutto o forse nulla.
Ma sono qui, e questo fa la differenza.
Sono qui, non solo per me o per il mondo: sono qui per l’universo intero.
Sono qui, vita, ti amo…
...per ogni giorno della mia esistenza, dai giorni in cui con la pioggia schiacciante e i morsi alla gola mi fai capire che io ci sono, ai giorni splendenti di immensità, in cui diradando ogni nuvola mi dici silenziosamente “La libertà di questo infinito cielo è tua se lo desideri”. E ripensando ai giorni di pioggia in cui infrangi le tue gocce sul corpo della mia anima come tante piccole dita, mi ricordi che sono reale, e, in quanto tale, posso qualcosa in ogni circostanza…
...per i momenti di forza e di coraggio, in cui risplendo divinamente come il sole con orgoglio scostando lontano la tenebra da chi amo…
...per i momenti di debolezza e fragilità, in cui non nascondo il mio essere umilmente umano, e mi rendo conto di tutto l’amore che mi circonda…
…semplicemente, grazie di cuore per tutto ciò che sono, per tutto ciò che ho e per tutto ciò che posso diventare, perché non mi manca nulla. So che ho tutto nelle mie mani, proprio come la bacchetta magica che da bambino desideravo avere. Il domani è nelle mie mani, ed ho tutto l’occorrente per realizzarlo, plasmarlo. Crearlo.
Certo, è una bacchetta magica che funziona un po’ diversamente da come immaginavo allora, ma non mi spaventa offrire le mie energie in cambio per la magia dell’anima: la vita.
 
Mi sento realizzato, e “realizzando”, nel senso che sento che attimo dopo attimo, passo dopo passo, sempre più mi realizzo.
Accanto a me è lei. Rubando sue parole, che sento anche mie, mi fa sentire realmente protetto come un seme dalla terra. Capitano a volte giornate snervanti, nere, stressanti a bestia, e lei prende tutte le tensioni e i pensieri e con un soffio li libera al vento tramutandoli in sorrisi, sogni, speranze. Magia è questa. Magia del cuore. La più potente. Sì, lei è magia, e vivo per lei, vivo di lei. Dei suoi sorrisi, del suo essere donna sensibile e sensuale, del suo essere dolce bambina, del suo essere ragazza smaliziata e divertente. Di tutto l’amore di cui mi veste e di cui mi nutro a sorsi, che mi rigenera dandomi energie che pensavo di non avere.
Mi rende felice, e soprattutto SONO felice quando sono insieme a lei. Forse peccherò di orgoglio, presunzione e superbia, ma mi rapisce a tal punto che mi importa solo di lei, il resto del mondo viene dopo.
Penso sempre a lei, e sto male quando non la sento e quando non sono accanto a lei. Troppo viscerale forse? È questa l’intensità della passione che provo. È il desiderio di donare tutto me stesso, senza riserve.
Votarle la mia esistenza, la mia vita, con devozione e lealtà, rispetto e fede.
Perché la amo, e desidero sia felice, che non le manchi nulla.
Mi rendo conto che non bastano le parole per descrivere tutto ciò che provo, talmente è grande, vasto, composito, ma nonostante questo provo a descriverlo, per condividerlo con te, vita mia.
 
Penso un attimo ai traguardi raggiunti e a quelli che raggiungerò, osservando l’evoluzione del percorso dei miei passi. In quest’ultimo anno ne ho fatti di cambiamenti, a partire dalla conquista di me stesso di quasi ormai un anno fa. La difficile conquista della libertà di me stesso. Libertà dalle imposizioni altrui, dalle righe e canoni della moda e delle immagini propinate dai media, libertà di mettersi in gioco e correre dei rischi per raggiungere i miei sogni e per conquistare la propria indipendenza riuscendo a camminare con le proprie gambe, e magari cadere per poter rialzarmi subito dopo sostenuto dalla determinazione e dalla forza delle mie braccia. La libertà di dire “No, così non mi va bene”. La libertà di pensare con la propria testa anche quando la corrente è contraria.
La libertà di liberare le mie emozioni senza riserve. Libertà di sorridere quando sono felice, e di piangere quando sto male. La libertà di fuggire ai programmi per seguire il mio cuore, di cambiare le carte in tavola, improvvisando, adattandomi. La libertà di costruire personalmente le proprie certezze. La libertà di prendere il tempo per me stesso per coltivarmi, arricchirmi. La libertà di rinunciare a ciò di cui non ho strettamente bisogno. La libertà di accettare tra le mie braccia la vita, di accettare me stesso nonostante i miei difetti, la mia permalosia, la mia gelosia e il mio orgoglio. La libertà di guardarmi allo specchio e riuscire a vedere finalmente me stesso oltre i miei occhi che un tempo descrivevo come “occhi di fango”, perché non riuscivo ad andarvi oltre.
La libertà di sorridere con gentilezza.
La libertà di dischiudere tutto l’amore e la vita che alberga in me.
La libertà di amare.
24 anni della mia vita per questa conquista. Ora, a un anno da allora, mi sento davvero “più grande”, e non come i 18 anni sulla carta di identità. Mi sento pronto per la vita, anche se non so quali sfide mi porrà davanti. L’importante è che io ci sono, sono qui, presente, pronto a fare tutto ciò che posso.
 
Conquiste. Come quella, ad esempio, di lunedì della settimana passata. Ho superato l’esame di scuola guida alla pratica. Certo, questo non fa di me un pilota provetto (servirà molto guidare a giro), ma è importante come conquista per me. È un po’ come avere il cavallo per un antico cavaliere, solo visto in chiave moderna. La possibilità di potermi muovere, di poter portare a spasso la mia donna ovunque desideriamo, la possibilità di più opportunità di lavoro, la possibilità di raggiungere tutti i posti che voglio.
È uno dei miei sogni divenuti realtà, cazzo! Condiviso con lei, che tra l’altro ha avuto una pazienza sconfinata nel sopportarmi e nel farmi da guida anche in questo percorso (è molto brava a guidare!). Sono riuscito a prendere la patente nonostante quasi tutte le persone attorno esprimessero il loro disappunto e la loro viva incomprensione sul fatto che davo la patente a Firenze e non a Cesena. “Ma come fai?” “Ma non ti è più comodo vicino casa?” e cose del genere. Sentivo che era quello il mio percorso da seguire. Ci ho creduto fin dall’inizio. Anche se gli altri non molto. Ed è una grande soddisfazione per aver onorato chi ha creduto e crede in me. E ciò che aggiunge ancora più sapore è il messaggio sottile di questo mio percorso, ossia che la comodità, per quanto pratica possa essere, non deve essere vincolo e prigione di un classico quotidiano stabilito dalla società. Così come la questione della patente a 18 anni. C’è chi a 18 anni serve, a chi è utile, e chi ancora la prende per moda, perché “gli altri l’hanno presa tutti a 18 anni”. A me prima non serviva. E con soddisfazione e un pizzico di sfida e orgoglio osservo ora chi non ha fatto altro che farmi una testa tanta con discorsi del tipo “ma quand’è che prendi la patente?” “guarda che di taglio le ruote della bici se non ti dai una mossa al culo”. Perché volere è potere. L’ho desiderato e ce l’ho fatta con tutte le energie, mie e di chi mi ha sostenuto. Perciò, anche se tutti gli altri si sono limitati a congratulazioni come rito, quella piccola tessera di plastica rosa con una foto in cui sembro un bravo e bel ragazzo (sulla carta di identità ho una foto in cui sembro un contrabbandiere di droga colombiano!) ha un valore del tutto speciale per me, e tanto mi basta.
Nonno sono convinto sia orgoglioso di me, così come nonna. Nonno è fin da quando ho compiuto 18 anni che spesso mi ricordava della patente. Solo che allora non mi serviva, e pensavo di farne a meno. Il mio mondo era molto piccolo, a dimensione di vestito. E mio fratello ha preso la patente prima di me. Lui addirittura pensava alla macchina sportiva da prendere ancora prima di avere un lavoro e la patente in mano.
Ce l’ho fatta, non da solo, ma insieme.
Ho la patente, uno dei mezzi per plasmare il domani sempre più presente.
Per il momento i prossimi obiettivi sono la macchina e la casa, e anche riguardo a questo c’è qualche aggiornamento.
Riguardo alla macchina, ora mi sto informando piano piano sul rapporto consumo/km, punterò su un usato (magari una Punto ^_~ chissà) e devo informarmi sulle assicurazioni e vedere un attimo le spese di mantenimento.
Per la casa, mamma mi darà una mano per sistemare le carte da preparare: conto per la fine dell’anno di andare ad abitare insieme a lei nella casetta a Sorrivoli, dove trascorrevo le vacanze estive con i miei nonni. È un passo importantissimo. Ancora sono tante le cose su cui mi devo informare, ammetto la mia ignoranza a riguardo, ma confido in me ^_~
Due cuori e una capanna.
 
Per il resto che dire? Che a casa le cose piano piano si stanno sistemando. Mamma si sta riprendendo a bei passi e si è messa in moto nel sistemare casa e nel creare (piccolo fai da te e disegno). E sono felice e fiero di lei. Lo penso realmente, e credo proprio che coglierò l’occasione per ricordarglielo oggi a pausa pranzo. I miei fratelli stanno bene. Questa estate ci saranno le prime vacanze da scuola del piccolo Yuri. Finalmente la lavatrice è in moto e gli stendini pieni all’inverosimile. Mamma ha ormai una collezione di DVD da far invidia quasi ad un videonoleggio. Forse ci sono un po’ troppi elettrodomestici in casa, ma forse è solo una mia impressione, perché sono molto semplice e spartano nel mio modo di vivere, anche se non nascondo di approfittarne di comodità come il microonde di tanto in tanto :P ma sicuramente non sono per “l’idromassaggio per i piedi”, “il fantastico ultra robot da cucina”, lo spazzolino elettrico o quant’altro. Altrimenti penso che mi impigrirei troppo e mi rovinerei la gioia dell’impaccio manuale ;)
Uno dei prossimi acquisti sarà sicuramente una macchina da cucire! Anche se ancora è un po’ presto per dirlo, non penso di cavarmela male male con ago e filo (almeno la macchina mi fa tutti i punti uguali).
 
Al lavoro il carico di responsabilità e la mole di lavoro aumentano piano piano: in segreteria siamo in 3 e lavoriamo per 6. Pare che la mia futura promozione a responsabile della qualità sia cosa certa, anche se il percorso formativo ancora non è finito. Oltre al essere ufficialmente segretario, ho acquisito anche l’incarico di addetto al laboratorio (per le prove di carico con la pressa idraulica) e responsabile tecnico (per la cura dei progetti dei chiusini e gestione dei documenti della qualità). Con l’aumento della mole di lavoro, ci sta anche che io domandi un altro aumento, per cui aspetto solo il momento buono. Sono soddisfatto del mio lavoro, anche se spesso vorrei strangolare il capo perché cerca di approfittarsene o perché cambia idea ogni secondo. È una buona base da cui cominciare (sia lo strangolare il capo ;) sia il lavoro) per pianificare il progetto del nostro negozietto di creazioni artistiche in futuro, spero il prima possibile.
Mi piacerebbe davvero tanto mettere su un negozietto. 
 
Ora è meglio che riprenda a lavorare, altrimenti non finirò mai di preparare il catalogo e le informative sulla privacy da inviare ai clienti.


...la libertà di amare...
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[Luca De Simone]