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01 giugno, 2007

...il senso del mio senso...




Un foglio bianco su cui non c’è più spazio per parole di inchiostro.
Lo stesso foglio in cui c’è spazio solo per tutto ciò che è oltre le righe.
Un foglio che non è vuoto.
È solo paradossalmente troppo pieno.
Per cui è facile rimanere lusingato, senza parole abbastanza grandi che riescano a contenere il bianco del foglio.
Perché le parole sono di inchiostro.
E quello che importa è ciò che è oltre.
Perché è proprio questo a dare un senso al tutto.
A tutte le gioie e fatiche dell’anima.
A volte fino al parossismo.
Fino al culmine, nel bene e nel male.
Qualcosa che, comunque vada, rimane.

“L’importante è che ti abbia lasciato qualcosa”

E allora mi domando se ne valga proprio la pena di tante cose.
Perché più scorre il tempo, meno desidero lasciare il tempo della mia anima e del mio cuore come polvere al vento.

“Amor ch’a nullo amato amar perdona”

Ma è sempre più difficile.
Un vuoto che si espande sempre più e che ruba spazio al perdono.
Il vuoto di me stesso, non quello lasciato da altre persone.
Quello che ogni giorno mette alla prova me stesso.
Forse troppo.

Mi domando il senso delle chiamate che come risposta hanno il telefono riattaccatomi in faccia.

Perché è soffocante scoprire che quando allungo la mano per cercar rifugio o per il semplice rassicurarmi della tale presenza…è il rifugio a sbattermi la porta e a lasciarmi fuori.

“Non c’è fuga. Non c’è riparo. Almeno qui. Fermati e affronta ciò da cui cerchi riparo”

Ma sarò sconfitto!

“Cambia strategia allora”

Mi domando il senso di continuare a seguire il cuore quando punta in direzioni proibite, negate e precluse.

“Per dare il  senso a  tutto ciò che ho fatto”

Ma il filo spinato non fa per me, e il desiderio a volte è così grande da distorcere la percezione della realtà.

“Si chiama suggestione”

E rende semplice accettare di non bastare come persona proprio quando sono stato corpo, anima e cervello.

“Cerchi disperatamente di tenere il loro livello, ma non sei tu che devi abbassarti. Sono loro a non bastare”

Vorrei tanto crederci, ma comunque rimane sempre una voragine nel mezzo. Cosa cambia?

Non ha senso avere scettro e corona per governare solo un freddo trono di pietra.

Lascerò siano le mie gambe a condurmi, non la mente, non il cuore.

“Rifletti”


Mi domando il senso di tutto quello che ho dentro, di come riesca ad avere parole di tenero amore seppure non ci sia persona a cui poterle dedicare interamente.

“Chi non vede  sente meglio di altri”

È come essere innamorati del mondo intero.

“Come essere innamorati del mare”

Ma sono convinto che chi è capace di un amore simile non abbia spazio per sentirsi triste e solo.

Per cui non posso essere io quel marinaio.

È davvero possibile che un uomo porti l’amore di un innamorato senza che ci sia una donna amata?

O ciò che porta è solo voracità?


Non so.
Ora mi sento una via di mezzo tra il cavaliere ideale e il vizioso cortigiano.
Forse la verità è che sono solo un bardo trovatore.
Suona bene.

E poi, a un bardo trovatore non importa trovare un senso.

La vita ha già i suoi che ci riserba.

Conta solo giocare la partita.
 

Credo di aver capito cosa fare.
La pace con il mondo è molto più vicina.

E sono più contento.

Più sereno...
...di conoscere...
 

...il senso del mio senso...
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[Luca De Simone]