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10 aprile, 2007

...filosofia in una tazza di thè...


La vita.
Il mondo delle meraviglie.
Il Bianconiglio, il Gatto del Cheshire, la Lepre Marzolina, il Ghiro ed il Cappellaio Matto.
L’immancabile Regina Rossa e il Cavaliere Bianco.
Il Grifone, il Bruco, il Leone e l’Unicorno.
Pochi si avvedono del Ciarlestrone, il Jabberwock.
Pochi arrivano oltre fino a sapere di Alice che diventa regina e di Dinah.
Un sottile gioco di equilibri, di carte da scoprire, di mosse sulla scacchiera, più o meno obbligate rispetto a qualcosa.
Un gioco fatto anche di pause, come questa di ora, in cui mi prendo il tempo per guardare la mia tazza di the seduto ad un tavolo imbandito a soddisfare ogni gusto.

Il profumo del the pervade gentilmente l’aria.
Il suo calore sfiora il mio volto.
Chiudo gli occhi per qualche istante.
Mio.
Sono io.
Sono qui.
E’ piacevole.

La mia schiena non è appoggiata al comodo schienale.
Il mio gomito è sgraziatamente appoggiato sul tavolo.
La tazzina, sostenuta dalle mie sole tre dita, è poco più in basso dell’altezza del mento.
Il mio capo è chino, gli occhi chiusi.
È il suono del mio respiro ad ammantarmi, il battito del mio cuore a riempirmi anima e polmoni.
Tutto il resto è non è più al centro della mia attenzione. Basterà un mio pensiero per esserlo. E così sarà, ma non ora.
Perché io sono qui, con io, me e me stesso.
All’ora del the.
Nel Paese delle Meraviglie.

Apro gli occhi per guardare la mia tazzina, il suo the e fermarmi non tanto a riflettere o per scrutare il futuro.
Sono qui per sentire tutto ciò che percepisco con i miei sensi.
Non per capire.
Ma per sentirlo e viverlo, semplicemente.

Adoro l’ora del the.

Anche se so che tra qualche istante dovrò cambiare di posto e concentrare i miei pensieri su qualcos’altro.
Mi godo il momento.
E cerco di familiarizzare con emozioni e sentimenti, antichi e nuovi al tempo stesso.
Un po’ come me, adesso.
Un continuo scoprirsi, esplorarsi, perdersi e trovarsi.
Avventurarsi per sentieri ignoti di un paese sconosciuto.
Non mi perderò se io sono con me: sarà una nuova avventura.
E sai che continuerò a cercarti.
E’ l’istinto che spinge a scarabocchiare un’equazione diventata strana.
Ciò che spinge il poeta a guardare la luna.
Ciò che mi spinge a guardare i tuoi occhi ogni istante come se fosse la prima volta.

L’ora del the.
In cui il sole si appresta a salutare il giorno e a dare il benvenuto alla notte.
Uno dei momenti magici della giornata, in cui il tempo è un po’ più mio e lo vivo più intensamente.
Penso ai momenti intensi, quelli che rimangono.
E sorrido con tutto me stesso anche se una lacrima percorre lenta il mio volto, calda.
Gioia e un po’ di timore al tempo stesso.
Perché sto bene qui.
Come in ogni luogo in cui sei con me.

Sorrido guardando la tazzina perché ho messo un cucchiaio di zucchero nel the.
Buffo, l’avevo sempre bevuto amaro.
Mi piace dolce, ha un sapore nuovo.
Sarà il nostro the, ovunque e sempre.
Nostro.
E parlerà sempre di noi.

Parlerà di Alice e dello Stregatto, del Bianconiglio, del Cappellaio Matto e di tutti gli altri.
E di tutte le volte che insieme gridiamo a tutto fiato “GATTO!!!” a quel dormiglione del Ghiro.

Sei il mio sorriso.
E ti sorrido.
Con tutto ciò che di me esiste e tutto ciò che ancora non c’è.


Filosofia in una tazza di the.

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[Luca De Simone]