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08 settembre, 2023

... individualità ...


Alla fine, dopo un po', quasi non ci faccio più caso.

Non mi sorprendo più come un tempo.

Forse è aridità per la somma delle amarezze.

Forse è solo accettarsi. Definirsi. Spèciarsi. 

Forse è solo cambiamento.

E alle persone non piace il cambiamento.

Perché fa sentire scomodi. Spaventa. Minaccia la bolla di comfort del mondo che si immagina e non coincide con la realtà dei fatti.

Quella per cui c'è sempre un dito da puntare verso l'esterno, anziché farsi due domande.

Quella per cui c'è sempre bisogno di un cattivo nella storia. Qualcuno che faccia un torto per giustificarsi. Qualcuno che non rispetti le aspettative.

Quella per cui "Non sei più tu, non ti riconosco", quando in realtà non ti conoscono affatto.

Quella per cui, come narra Brecht, non ti rimane che sederti dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti sono già occupati.

E quante ne vedi da quella seduta.

E, per quante ne senti, poi non te le fai più raccontare.

E non ne vuoi più sentire, di cazzate.

Così prendi le distanze e cambi strada.

Smetti di rimanerci male.

E smetti di rimanere.

Dove non puoi fiorire.


Siamo davvero sottili come fogli di carta, ed il disegno o le righe scritte sono solo un ornamento. Immagini colorate.

Ma, dopotutto, ognuno riconosce i colori a modo proprio. E non è una colpa.

Ma, sì, è una differenza, incredibilmente sottile.

Incredibilmente immensa.

E, forse, sta qui il suo fascino, perché, come un orizzonte, può essere il limite che separa il cielo dalla terra o il loro punto di incontro.

Tutto sta negli occhi con cui guardi.

Tutto sta nel modo in cui vedi.

E in cui scegli.


E, spesso, scegliersi è un qualcosa che stona a chi è abituato a osservare solo la superficie. E va bene così, perché come dice una citazione, "non è da tutti esser per pochi".

Ed occorre anche tanta forza conviverci. 

Perché è facilissimo amare ciò che brilla e splende. Quasi banale e ovvio.


Quello che non è da tutti, invece, è il voler andare oltre quel velo illusorio. Oltre quel muro.

Oltre le increspature delle onde ed addentrarsi dove la luce si dirada, per carpire le forme di ciò che contiene e sorregge tutto quel mare.

Il riuscire a sentire ciò che dice anche il silenzio.

Non è da tutti, in questo mondo che corre così tanto da volere tutto e subito, scodellato e magari anche già digerito.

Tutto per scontato.

E, credimi, cambia tutto quando inizi a darti valore. E a metterti nei panni degli altri.

Ma, se lo fai, che sia per te, senza più elemosinare attenzioni o approvazioni.


Tanto ci sarà sempre qualcuno che pretenderà tu sia diverso. Che tu debba reagire solo come loro si aspettino tu faccia, senza che si rendano conto della loro distruttività in questo pensiero.

Ma, dopotutto, ciò che vien distrutto, non è forse qualcosa che non ha più consistenza e non ha più ragione di essere?


Certo, è vero che la sensibilità amplifichi tutto quanto, a volte fino al parossismo, fino a stremarmi.

Ci convivo ogni attimo da sempre.

Ed ogni giorno mi ricorda, a modo suo, che la mia individualità è ciò che mi definisce.

È dignità non barattabile.

È essere se stessi.

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[Luca De Simone]