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26 ottobre, 2022

...Magister...

 

Comprimere e decomprimere.
Questo è il soffio del mantice,
lì,
nella fucina dell'anima,
in cui il respiro diventa soffio di fuoco 
ed alimenta la fiamma.

Alimentarla vuol dire vincere la resistenza,
quella forza che si oppone agli intenti;
di cui non ne conosci la natura,
ma non puoi ignorarne gli effetti.

Quindi inspiri ed espiri,
riempiendo e svuotando:
è questa la danza del tempo, 
scandito dai colpi di maglio
sul metallo rovente da plasmare.
Da forgiare.
Da temprare.

Eppure,
in questo banale sortilegio di causa ed effetto,
in cui le scintille compiono le loro eclissi,
si officia l'arcano incanto dei punti di rottura;
in cui il più diventa un meno
e la discesa divien libera di passeggiare all'indietro,
trasformandosi in un nuovo avanti in salita.

Esattamente lì,
dove il respiro si spezza e viene a mancare,
in quel momento in cui l'apnea si palesa
e fa partire quel conto alla rovescia,
ogni prospettiva si ribalta
ed inverte la tendenza.
Silenziosamente, palpiti di cuore vengono sottratti 
alla clessidra dalla sabbia argentata.

Sortilegio di vita e di morte,
poiché respiro è vita,
e vita è respirare.
È quel costante rigirare quella clessidra a tenerci in vita,
capovolgendoci.
Travolgendoci.
Scombussolandoci.
Riazzerando il tempo.

Ma l'anima, il tempo, lo disperde permeandolo,
perché è eternità.
E lo spazio semplicemente lo ignora.
Sarà forse per questo che lei adora abitare il non-tempo dell'apnea,
in cui moriamo un po' dentro per poter rinascere,
avvolti negli abbracci delle scintille
che esplodono alla violenza di ogni inciampo,
di ogni caduta, di ogni impatto,
di ogni dolore segreto celato
tra l'incudine e il martello.

È lì che siamo noi:
plasmati da ogni singolo urto
che sprigiona il calore della stella e dell'inferno,
ripiegati su noi stessi in forme che ancora non capiamo,
eppur figlie d'intuizione del mastro fabbro,
la cui mano è semplicemente la nostra.

Magister di me stesso,
prendi dunque ogni dolore
e plasmalo in qualcosa di grandioso
alla misura degli dèi.

_ _ _ _ _ _ _
[Luca De Simone]