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07 agosto, 2022

...luce e ombra...


C'è la luna a metà questa sera.
Sempre intera, ma illuminatà a metà.
Lumen et umbra.
Luce e ombra.
Così, mentre lievi soffi di vento raffrescano la mia pelle accaldata,
cerco dentro me immagini e istanti che concedano un po' di refrigerio e ristoro al centro del mio petto.
Slancio il passo, perdendo l'equilibrio per un secondo, per appoggiarlo lì, sulla soglia, tra il chiarore e l'ombra.
Lì, dove il confine non è netto, ma una continua sfumatura tra le due realtà che si abbracciano e si respingono, che si confondono e si sfuggono, per poi incontrarsi e scontrarsi.
Eppure rimangon sempre loro: meravigliose espressioni di qualcosa di stupendo.
Ma lontano.
E lo stesso bagliore non è altro che il riflesso di qualcosa di ancor più grande, ed ancor più distante. Ma non meno affascinante.
E' bellissimo lo spettacolo da quaggiù.
E' bellissimo anche da quassù.
E, quel rimaner sospeso della luna, mi dona un primo respiro.
Pausa.
Dalle domande, dai dubbi, e da tutto ciò che, come lei, è in sospeso.
Il tempo si ferma. Lo spazio si dilata. L'animo spiega le ali.
Così mi tuffo per un bagno notturno nelle mie acque più profonde, che sto imparando a conoscere. Ed amare.
Mi ripercorro. 
E sfioro, con le mani, la superficie di ciò che è stato nei giorni scorsi.
Di ciò che è stato oggi.
Di ciò che è adesso.
E mi assicuro che ciò che è importante sia sempre qui con me.
Pulito. Sincero. Grezzo, ma genuino.
Meravigliosamente imperfetto. Vero.
Lo riconosco da come brilla alla luce della luna, nelle ombre.
Lo riconosco dalla forma delle ombre proiettate sulla superficie.
Continuo a passeggiare sulla soglia e chiudo gli occhi per sentire cosa c'è oltre al senso della vista.
Così rivedo tanti sguardi.
Occhi che mi han guardato e occhi che mi guardano. Occhi che si son tuffati con disinvoltura e naturalezza e occhi profondi come abissi abitati, in cui volermi tuffare per esplorarne la vastità.
Parole. Cuori aperti e aperture di cuore.
Spontaneità e ingenui imbarazzi.
Sincerità al di là del fraintentimento e ambiguità giocose.
Sincronicità.
Cose giuste al momento sbagliato e cose sbagliate al momento giusto.
Ma cos'è che è giusto, dopotutto? Chi lo decide?
La paura o la meraviglia sincera?
Penso questa sia la domanda chiave.
Quella che ti fa realizzare che, se la serratura la stai forzando, non è la tua porta.
Quella domanda che, come una carezza sul cuore, ti ricorda che il fluire delle cose è naturalezza e spontaneità.
E' incontro.
Unione.
Presenza.
Di quella che ti scalda dentro.
Passeggio sulla sfumatura e mi accorgo, in questo notturno, che dove gli occhi vedono la divisione e il contrasto tra luce ed ombra, io vedo solo un immenso abbraccio, di quelli che ti avvolgono e non finiscono più.
Di quelli che ti conquistano senza bisogno di dare battaglia.
Ti rapiscono, lasciandoti libero di essere come sei.
Intero e spezzato, unico e con una moltitudine di vite racchiusa in una, tanta è la tua intensità.
Ti rapiscono, ma ti lascian libero di portare anche i tuoi mostri a prendere un caffè insieme.
E fanno di tutta questa confusione un caos meraviglioso, a cui puoi solo arrenderti e farne una bellissima festa.
E non puoi che sorridere.
Fare tesoro di chi, nonostante tutto questo casino, sceglie di esserci e rimanere,
e fare tesoro anche di chi, spaventato da quella stranezza, torna a casa da quella festa, ma ti ha comunque lasciato una sua scintilla da custodire.
E, spesso, è qualcosa di buono che non si può esprimere a voce, come se fosse il seme di una stella.
Perchè sai, è tutto lì l'universo di ciò che è importante.
E' lungo quella soglia:
tra la luce e l'ombra.
L'ineffabile bellezza.
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[Luca De Simone]