Ti chiamano "dente di leone" per via della forma delle tue foglie, evocando subdolamente il timore per ferocia del predatore "re" della savana.
Ma non sanno che tu sei un principe, un "primus inter pares", un primo tra pari, e le tue foglie altro non sono che braccia che si protendono ed estendono, per assorbire la luce del sole cercando ogni appiglio possibile.
Certo, la tua ambrata fioritura è una fiera criniera da portare a testa alta.
Tu, che per trenta giorni, come narra il mito, hai nutrito Teseo per dargli la forza di vincere il Minotauro.
Tu, selvatico e dalle poche esigenze, che ti adatti ai terreni e temperature più disparate.
Bellezza e forza fanno parte della tua natura, come la tua adattabilità.
Anche tenace, perché difficile da estirpare, grazie alle tue particolari radici.
Ma non sono queste tue doti a definire chi sei.
Tarassaco: già il tuo nome, così chiaro da pronunciare, è avvolto in origine dal mistero antico delle parole.
Mi viene da domandarti: tu, come ti chiami? E probabilmente la tua risposta è che tu non "ti chiami" perché non ne hai bisogno; perché tu, semplicemente "sei".
E ti manifesti.
Anche quando sfiorisci,
quando non hai vergogna a mostrare la tua nudità e la tua fragilità con la delicatezza del soffione. Fragilità, i tuoi pappi, che son semi già pronti a viaggiare molto lontano, sospinti dal vento dei sogni e dalla leggerezza con cui trasformi magicamente la caduta in un viaggio con il paracadute;
e donare tutt'intorno i tuoi futuri germogli.
Caro soffione, vorrei prendere fiato e appellarmi al tuo oracolo, soffiando per sapere quanto tempo ci vorrà.
Tu, che sicuramente conosci la risposta.
Tu, che puoi esaudire i desideri.
Ma ti guardo e ti vedo.
Ti osservo e ti scruto a fondo.
E desisto.
Perché riesco a specchiarmi in te.
Così piccolo, fragile e sfiorito, ma forte di vita e sbocciato tra il cemento.
Tu, che hai fiducia nonostante tutto e che, con una pazienza che solo percepisco, sai attendere che ogni cosa segua il proprio corso nella ruota del tempo.
Così, disarmato da te, piccola grande vita,
imprimo sulla mia anima questo sentimento in una foto.
Speciale.
Come ogni piccola cosa.
Sacra.
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[Luca De Simone]
