Io attraverso le tempeste.
Bagnandomi.
Cambiandomi.
Resistendomi.
Smarrendomi.
Andando in frantumi.
O semplicemente passeggiando.
Soprattutto trasformandomi.
Per scelta, le attraverso
incedendo,
con la certezza del sole che attende;
del sole che tutto sovrasta,
che illumina ogni cosa,
fendendo le nuvole,
filtrando da ogni crepa.
Inebriato dal profumo del petricore
e dall'elettricità nell'aria sulla mia pelle.
Attraverso le tempeste,
facendo di ogni inciampo
la mia danza,
di ogni mia fragilità
un punto di appoggio e di forza,
e di ogni mia scheggia
la paziente arte
di disegnare il mio mosaico,
la mia vetrata colorata dai cui
assaporare tramonti e aurore
di giorni possibili.
Attraverso le tempeste,
imparando delicatezza
per non tagliarmi,
anche quando tutto diventa scivoloso;
imparando a prendermi cura delle ferite
guarendole con l'amore
che non conosce condizioni,
ritornando ad esser mare
dopo esser stato onda.
Attraverso le tempeste
perché un po' è la mia natura,
perché, in fondo,
mi piace morir per poi rinascere,
e rivedere
con incanto e meraviglia
l'arcobaleno,
che solo loro sono in grado di offrirmi.
Io attraverso le tempeste.
Sono il mio specchio preferito,
in cui tutto accade e non puoi sottrarti,
ma in cui tu fai la differenza,
lì,
lungo la strada nel tragitto,
verso sempre il sole antico
di un giorno divenuto nuovo.
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[Luca De Simone]
[Luca De Simone]
