Ieri stavo scrivendo sul block-notes, assorto nei miei pensieri.
Una ragazza, non so attratta da cosa, è passata davanti a me.
Ha preso una sedia dal tavolo davanti, l'ha girata e si è seduta davanti a me, senza dire una parola.
Una ragazza, non so attratta da cosa, è passata davanti a me.
Ha preso una sedia dal tavolo davanti, l'ha girata e si è seduta davanti a me, senza dire una parola.
Io ho lasciato la penna sul foglio quadrettato e sulla canzone che stavo scrivendo.
Ho alzato lo sguardo per incrociare il suo.
Bellissimi occhi nocciola. Un po' come i miei.
Ci siamo guardati per un paio di minuti, sondando gli specchi dell'anima.
Senza farlo apposta abbiamo poi sorriso nello stesso momento.
E' stato bellissimo.
Per la profondità di quel suo sguardo.
Curioso, provocante e seducente.
Ma soprattutto complice.
E anche per la sensazione sulla pelle di un animo molto simile al mio.
Difficile da spiegare a parole.
Lo si sente, punto e basta.
Abbiamo parlato con naturalezza e spontaneità, come se ci conoscessimo da una vita.
Del più e del meno, delle ultime cose che abbiamo fatto, di ciò che ci fa sorridere.
Dei luoghi, fisici e mentali, in comune.
Dei nostri tatuaggi.
Poi, ci siamo presentati.
Ha sfogliato, curiosa, le mie pagine scritte.
Abbiamo riso e sorriso, e abbiamo continuato a parlare.
Con parole che raramente si condividono con altri, mentre stringeva il mio block-notes a se'.
Poi il suo leggero imbarazzo e il suo posarlo nuovamente sul tavolo.
Mi ha fatto sorridere.
Mi ha fatto piacere.
Giorgia.
E' la prima Giorgia che conosco.
Molto bella e carinissima.
Dolce e intelligente.
Ho alzato lo sguardo per incrociare il suo.
Bellissimi occhi nocciola. Un po' come i miei.
Ci siamo guardati per un paio di minuti, sondando gli specchi dell'anima.
Senza farlo apposta abbiamo poi sorriso nello stesso momento.
E' stato bellissimo.
Per la profondità di quel suo sguardo.
Curioso, provocante e seducente.
Ma soprattutto complice.
E anche per la sensazione sulla pelle di un animo molto simile al mio.
Difficile da spiegare a parole.
Lo si sente, punto e basta.
Abbiamo parlato con naturalezza e spontaneità, come se ci conoscessimo da una vita.
Del più e del meno, delle ultime cose che abbiamo fatto, di ciò che ci fa sorridere.
Dei luoghi, fisici e mentali, in comune.
Dei nostri tatuaggi.
Poi, ci siamo presentati.
Ha sfogliato, curiosa, le mie pagine scritte.
Abbiamo riso e sorriso, e abbiamo continuato a parlare.
Con parole che raramente si condividono con altri, mentre stringeva il mio block-notes a se'.
Poi il suo leggero imbarazzo e il suo posarlo nuovamente sul tavolo.
Mi ha fatto sorridere.
Mi ha fatto piacere.
Giorgia.
E' la prima Giorgia che conosco.
Molto bella e carinissima.
Dolce e intelligente.
Un suo invito a ballare.
Un bigliettino con un numero di cellulare.
E un altro sorriso.
Un incontro che ha realizzato la mia giornata.
Che mi ha sopreso e, in un certo senso, meravigliato.
Paura di cadere o voglia di volare?
Sto ritrovando piano piano un nuovo equilibrio.
Sentimentale, personale, quotidiano.
Un reinventarsi da tanti frammenti sparsi o accantonati.
Una nuova forma che mi piace.
Un po' più forte.
In cui non mi fa paura stare in piedi.
Nemmeno qui, sull'orlo di questa altura.
Un bigliettino con un numero di cellulare.
E un altro sorriso.
Un incontro che ha realizzato la mia giornata.
Che mi ha sopreso e, in un certo senso, meravigliato.
Paura di cadere o voglia di volare?
Sto ritrovando piano piano un nuovo equilibrio.
Sentimentale, personale, quotidiano.
Un reinventarsi da tanti frammenti sparsi o accantonati.
Una nuova forma che mi piace.
Un po' più forte.
In cui non mi fa paura stare in piedi.
Nemmeno qui, sull'orlo di questa altura.
Finalmente...
...equilibrio...
_ _ _ _ _ _ _
[Luca De Simone]
[Luca De Simone]
